Agopuntura

L’agopuntura

Franco CracoliciFranco Cracolici, Direttore Scuola di Agopuntura Tradizionale della Città di Firenze. Vice Presidente FISA (Federazione Italiana delle Società di Agopuntura). Garante di Branca per l’Agopuntura, ASL Toscana Sud-Est

 

 

 

È questa la seconda tappa del percorso di divulgazione medica dei profili delle Medicine Complementari, annunciato nel numero di gennaio 2019. Il dottor Franco Cracolici, medico agopuntore conosciuto a livello internazionale e con una tradizione anche familiare antesignana nel campo, presenta la materia al mondo medico, con spunti che ne permettano eventuali approfondimenti.

Gemma BrandiCoordinatrice della Commissione per la Integrazione delle Medicine Complementari dell’OMCeO di Firenze

 

L’agopuntura risulta essere un metodo terapeutico assai utile nell’affiancamento alla medicina allopatica. Diversi studi e metanalisi mettono in evidenza che la sua efficacia è stata dimostrata in quanto promuove un meccanismo di secrezione di svariati neurotrasmettitori. Contemporaneamente contempla una visione globale dell’individuo, che rimanda alle migliori peculiarità della medicina narrativa.

 

Parole chiave: agopuntura, EBM, oncologia, ricerca, terapia

 


L’agopuntura è un’arte medica che ha al suo attivo 2.500 anni di storia accertata. Si fonda sull’equilibrio degli opposti, è centrata sulla persona, vanta una natura interdisciplinare (affiancamento doveroso alla medicina allopatica e non sua sostituzione), presenta effetti collaterali assai trascurabili, cura gli effetti collaterali dei farmaci (in particolare i chemioterapici) e presenta un suo paradigma che include e rispetta la complessità.

L’agopuntura in Italia è atto medico (Sentenze 500/1982 - 07176/82 - 2652/99 - 22528/2003 - 34200/2007) e chi la pratica sprovvisto della laurea in Medicina e Chirurgia commette reato.

Viene esercitata in 129 Paesi (WHO, 2014) dei quali 30 in Europa e gli utenti sono circa 10 milioni in Europa e 4 milioni in Italia.

Negli ultimi anni gli USA e l’Europa hanno prodotto studi controllati randomizzati di buona qualità metodologica (CA: A Cancer Journal for Clinicians) e a oggi su PUBMED gli studi che la riguardano sono circa 24.000 di cui 2.500 studi controllati randomizzati e 2.500 reviews. La revisione sistematica della Cochrane (metanalisi) indica vari campi di sicura efficacia nell’utilizzo dell’agopuntura. Gli aghi utilizzati attualmente sono costituiti da acciaio e rame.

Le prime applicazioni ospedaliere di agopuntura risalgono al 1826 per opera del grande clinico J. Cloquet all’Ospedale di S. Louis a Parigi a cui sono seguiti vari articoli nel XIX secolo su agopuntura ed elettroagopuntura.

Dichiarata patrimonio culturale dell’Umanità dall’UNESCO (Nairobi, novembre 2010), è stata realmente sdoganata in ambito scientifico dal NIH (1997) che ha riconosciuto l’efficacia dell’agopuntura in diverse patologie, valutandone gli effetti terapeutici.

Grazie a nuove metodiche di imaging funzionale (PET-fRMN) si è infatti potuto constatare come la stimolazione dei punti di agopuntura determini cambiamenti immediati a livello cerebrale grazie all’azione di numerosi neurotrasmettitori che l’agopuntura stessa stimola.

L’agopuntura infatti permette la secrezione di endorfine, attiva i mastociti con liberazione di ATP, aumenta l’adenosina, modula l’attività riflessa posturale, induce una potente azione antinfiammatoria IL-1 e IL-6 ed ha una rilevante azione sulla modulazione dello stress (equilibrio simpatico-parasimpatico).

Questi dati hanno fatto sì che l’agopuntura sia stata considerata utile dall’OMS per 64 patologie differenti (2004) e come ricaduta sociale e sanitaria di queste evidenze il Pentagono l’ha utilizzata in Afghanistan (Stuessi, medico dell’esercito) per combattere lo stress post-traumatico, così com’era stata utilizzata in precedenza per le vittime sopravvissute e i pompieri coinvolti nel dramma delle torri gemelle (protocollo NADA).

Un altro dato interessante sull’efficacia dell’agopuntura sta nel fatto che gli aghi interagiscono con il tessuto connettivo interstiziale stimolando meccanicamente i fibroblasti, motivo per cui l’agopuntura risulta essere efficace nel modulare un’azione antinfiammatoria unitamente alle altre sostanze che la sua azione promuove (CGRP - Sostanza P - Betaendorfine - Leukencefaline - Dinorfine).

Questo ci fa comprendere come a oggi quasi tutti gli ospedali pubblici americani e in particolar modo quelli oncologici possiedano al loro interno un ambulatorio di agopuntura (Memorial Sloan Kettering Cancer Center - MD Anderson Cancer Center - Dane Farber - Mayo Clinic).

In questo settore le raccomandazioni della Society International Oncology (SIO) assegnano all’agopuntura un ruolo di rilievo nel mitigare gli effetti della chemio e della radioterapia (nausea 1A - dolore 1A - vampate 1B - xerostomia 1B).

Difatti la riduzione di citochine infiammatorie e l’aumento di linfociti T e di neuropeptidi, oppioidi, ormoni peptidici e cellule staminali risulta estremamente utile e consente di mettere in rete (entenglement) l’agopuntura insieme naturalmente alla terapia convenzionale in quei pazienti che necessitano di un’assistenza allargata, consapevole e basata su evidenze scientifiche (EBM) e su un’umanità personalizzata verso il singolo individuo.

Molti, quindi, i campi d’azione in cui l’agopuntura potrebbe essere utilizzata come coadiuvante della medicina allopatica: ipotalamo (secrezione di ossitocina), ipofisi anteriore (gonadotropina, prolattina e ACTH), endometrio (impedenza delle arterie con aumento del flusso), sterilità (azione simpaticoinibitoria e modulazione di betaendorfine), diabete (migliore la resistenza insulinica attraverso il controllo dei fattori patogenetici), dipendenze (azione su dopamina, oppioidi, con incremento funzionale dei sistemi monoaminergici e modulazione della liberazione attiva di oppioidi attivi sui recettori MI e 5HT3), anestesia (azione sul midollo spinale, allungato e mesencefalo), cefalea (neuropeptidi, stimolazione delle vie ipotalamo-trigeminali influenzandone l’attività, azione meccanica sul grande nervo occipitale, stimolazione vagale), disagi emotivi (maggior aumento dei livelli sierici di serotonina). Inoltre è stata rilevata in varie ricerche un’azione interessante sull’incremento di lattobacilli e bifidobatteri con riduzione di Bacteriodes nella sindrome dell’intestino irritabile.

In definitiva se questa antica medicina sopravvive con successo ai suoi 2.400 anni di esistenza e tutt’oggi viene praticata in Italia da circa 10.000 medici e anche in ambito pubblico utilizzata dalla Toscana stessa con ampia soddisfazione degli utenti (Ospedale di Pitigliano - Manciano - Grosseto, Centro Fior di Prugna, Camerata, Firenze, Pisa Ospedale S. Chiara), ciò forse si deve al fatto che il suo uso coscienzioso e prudente, la conoscenza del razionale scientifico, il non porla come una priorità terapeutica bensì come un affiancamento sono un valore aggiunto nel quadro di quelle patologie in cui la visione ippocratica dell’uomo globale, non scisso dall’ambiente e dalla dieta, con al centro i suoi sempre maggiori disagi emotivi, diviene un mezzo utile e necessario per l’individuo che spesso necessita della “Narrazione di se stesso”.

 

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