Il percorso oncologico multidisciplinare della paziente con tumore ovarico a Careggi

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Massimiliano Fambrini, Giuseppe Cariti, Felice PetragliaDipartimento Scienze Biomediche, Sperimentali e Cliniche, Università degli Studi di Firenze; Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi

Il tumore ovarico rappresenta la principale causa di morte per tumore ginecologico per cui richiede da una parte una forma di prevenzione e dall’altra una strategia terapeutica a lungo termine dove l’obiettivo diventa la cronicizzazione della malattia.

 

Parole chiavetumore ovarico, diagnosi, trattamento, multidisciplinarità


Il tumore ovarico rappresenta la principale causa di morte per tumore ginecologico e la quinta per tumore nella popolazione di sesso femminile nei Paesi sviluppati. Ogni anno si stima siano diagnosticati in Europa 65.000 casi, dei quali quasi 5.000 in Italia. A fronte di un’incidenza relativamente bassa il tumore ovarico è gravato da un’alta mortalità a motivo di una diagnosi per lo più tardiva.

Poiché diagnosticati prevalentemente in fase avanzata, i tumori dell’ovaio richiedono da una parte una forma di prevenzione e dall’altra una strategia terapeutica a lungo termine dove l’obiettivo diventa la cronicizzazione della malattia, intesa come controllo dell’evoluzione del tumore nel massimo rispetto della qualità della vita.

Tali approcci richiedono necessariamente una collaborazione multidisciplinare fra le diverse figure professionali e trovano la giusta sintesi nella creazione di veri e propri centri di riferimento per la cura del tumore ovarico.

L’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi in questi ultimi anni ha creato:

Un ambulatorio di Genetica Oncologica in cui si effettuano test genetici nelle donne che hanno avuto il carcinoma della mammella (Breast Related Cancer Antigens 1/2) e sono predisposte al carcinoma ovarico (responsabile: prof.ssa Laura Papi - per appuntamento tel. 055 7946336).

Le pazienti a rischio genetico di sviluppare tumori dell’ovaio e della mammella sono le uniche verso le quali è possibile una strategia di prevenzione veramente efficace. Tali pazienti vengono selezionate in base alla storia familiare e personale e, se indicato, sottoposte ad accertamenti genetici. Per le pazienti mutate o comunque ritenute geneticamente ad alto rischio viene raccomandata la salpingo-ovariectomia bilaterale profilattica a ciclo riproduttivo ultimato nell’ambito di un programma generale di sorveglianza oncologica. Studi recenti hanno dimostrato anche una diversa sensibilità alla chemioterapia in funzione del profilo genetico della paziente.

Un gruppo multidisciplinare d’intervento che vede presenti ginecologi, oncologi medici, radioterapisti, anatomo-patologi, radiologi e chirurghi generali. L’accesso ai servizi è stato semplificato al massimo, aggiungendo alle modalità già note la creazione dell’AIUTO point (Assistenza, Informazioni, Urgenze nel Trattamento Oncologico) ovvero uno sportello attivato nell’ambito del progetto e dedicato alle persone con diagnosi o sospetto di tumore per avviarle ai diversi percorsi oncologici (tel. 055 794 8152 800; dal lunedì al venerdì 7:30-18:30, sabato 7:30-13:30).

All’interno del sistema la paziente con patologia ovarica viene presa in carico dal Gruppo Oncologico Multidisciplinare (GOM)1* per i tumori ginecologici e sottoposta agli esami di stadiazione con indicazione al trattamento entro 30 giorni dall’accesso al sistema (tel. 055 7949954).

grafico casi oncologici

Il GOM segue il percorso diagnostico terapeutico delle pazienti riunendosi per discussione collegiale a settimane alterne e producendo indicazioni basate su protocolli clinico-assistenziali interni (PDTA) derivanti dalle linee guida nazionali e internazionali, appropriatamente conformate al singolo caso. La Figura 1 riporta il numero di casi complessivi di tumori ginecologici (ovaio, corpo uterino, cervice, vulva) presi in carico dal GOM dal 2012 al 2017 (n = 1.041) evidenziando un progressivo incremento della casistica che per circa un terzo è composta da tumori ovarici. Il percorso terapeutico della paziente con tumore ovarico prevede, in accordo alle linee guida di riferimento adottate dal GOM 1, la valutazione della citoriducibilità mediante laparoscopia di staging seguita, in base all’estensione della malattia, da una chirurgia primaria in équipe multidisciplinare o da una chemioterapia neoadiuvante e una successiva chirurgia d’intervallo.

Nella rete oncologica assistenziale di Careggi sono poi presenti altre figure professionali affiancate al GOM appartenenti a discipline come la psico-oncologia, la menopausa oncologica, la terapia del dolore, la preservazione della fertilità, la fitoterapia e l’agopuntura. Tali professionalità, opportunatamente formate e costantemente aggiornate, operano in sinergia per tutelare la qualità della vita nel lungo periodo di queste pazienti.

 

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1* GOM tumori ginecologici, linee guida adottate:

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