Medicina di Genere: una sfida più che mai attuale

 

Stefano GiannoniStefano GiannoniLaurea a Siena 1986, specialista in Anestesia e Rianimazione 1989. Medico emergenza 1986-87. Dal 1988 medico ospedaliero a Siena ed Empoli. Per 10 anni attività prevalente di sala operatoria, per 10 anni responsabile della rianimazione, dal 2008 direttore Terapia Antalgica Empoli con attività ambulatoriale e invasiva per pazienti con dolore cronico benigno e oncologico; posizionamento accessi vascolari

  

Giovanna Ballerini, Paolo ScarsellaUO Multidisciplinare Terapia del Dolore, Percorso Fibromialgia, Ospedale Pietro Palagi, Azienda Usl Toscana-Centro, Firenze


Nel nostro Paese gli uomini che godono di buona salute sono il 75%, contro il 67% delle donne. I maschi stanno meglio e hanno meno malattie croniche: in Italia, il 23,7% delle donne soffre di due o più patologie croniche contro il 16% degli uomini. La Medicina di Genere indaga sulle relazioni tra l’appartenenza al genere sessuale e l’efficacia delle terapie nel trattamento di molte patologie. Questa innovativa branca della ricerca biomedica, relativamente inedita per l’Italia, rappresenta una nuova prospettiva per il futuro della salute. L’obiettivo è quello di giungere a garantire a ogni individuo, maschio o femmina, l’appropriatezza terapeutica.

 

Parole chiave: Medicina di Genere, appropriatezza terapeutica, sesso

 

Medicina di Genere: campo di azione e breve storia

Il termine genere non è sinonimo di sesso, infatti la Medicina di Genere si occupa sia delle differenze biologiche che delle differenze socioculturali tra uomini e donne e della loro influenza sullo stato di salute e di malattia: differenze che riguardano la prevenzione, la diagnosi e la terapia di tutte le malattie compreso il dolore cronico e non necessariamente delle sole malattie legate all’apparato riproduttivo.

Uomini e donne hanno di fatto un diverso rischio di contrarre molte malattie e anche una diversa risposta a molte terapie: le donne sono esposte a più malattie, hanno più patologie croniche, più patologie dolorose e generalmente assumono più farmaci, presentando spesso più effetti collaterali.

Ma se è importante passare da un approccio esclusivamente biomedico alla salute a uno scenario più ampio, è ancora più necessario spostare l’interesse verso un’idea olistica di benessere psicosociale, superando le dualità che hanno diviso il corpo dalla mente e l’individuo dalla sua vita quotidiana. Occorre sviluppare teorie e pratiche più inclusive in campo medico e aiutare a identificare le molteplici connessioni tra la sociologia e la medicina per migliorare la qualità non solo dei servizi offerti ma anche del successo del trattamento.

Dal momento in cui si è cominciato a pensare che la donna non è un piccolo uomo è nata la Medicina di Genere.

Una prima differenza di genere in campo farmacologico risale al 1932, quando Nicholas e Barrow scoprirono che la dose di barbiturici nelle ratte era inferiore del 50% a quella dei maschi. Ma la Medicina di Genere ha iniziato a essere discussa, nel Nord America, solo agli inizi degli anni ’80, divenendo comunque rapidamente una priorità della medicina moderna.

La IV Conferenza Mondiale sulle donne (Pechino 1995) ha affermato che i diritti di salute delle donne devono essere assicurati durante l’intera durata della loro vita così come avviene per gli uomini. Nel 2000 l’Oms inserisce la medicina di genere nel documento Equity Act, nel quale si afferma che il principio di equità implica non solo la parità di accesso alle cure di donne e uomini, ma anche l’adeguatezza e l’appropriatezza di cura secondo il proprio genere.

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Una società moderna, evoluta ed equa è consapevole del ruolo da protagonista che la donna svolge nel contesto sociale, nel lavoro, nella cultura e nell’accoglienza del bisogno.

È pertanto necessario individuare il migliore trattamento possibile in funzione della specificità di genere, ma per raggiungere questo obiettivo la Medicina di Genere non può essere una specialità a sé stante, deve essere un’integrazione trasversale di specialità e competenze mediche affinché si formi una cultura e una presa in carico della persona malata per passare dalle linee guida alla medicina di precisione.

Medicina di Genere in Italia

Ministero della Salute

2004: ha organizzato il primo importante evento genere-specifico, La salute della donna: differenze, specificità e opportunità.

2016: ha diffuso il quaderno Il genere come determinante di salute. Lo sviluppo della medicina di genere per garantire equità e appropriatezza della cura.

2016: ha elaborato il Manifesto per la Salute Femminile indicando 10 direttrici da perseguire con una serie di 50 azioni necessarie per raggiungerle.

2018, aprile: ha tenuto la Terza Giornata Nazionale della Salute della Donna, che ha fatto il punto sugli obiettivi raggiunti analizzando la violenza sulle donne, i disturbi dell’alimentazione, la prevenzione, gli stili di vita.

Istituto Superiore di Sanità

2007: struttura ad hoc per lo studio delle differenze biologiche.

2011: apre il reparto di Medicina di Genere.

2015: la rivista “The Italian Journal of Gender Specific Medicine” e gli Annali.

2017, gennaio: costituisce, unico in Europa, il Centro di Riferimento per la Medicina di Genere con l’obiettivo di creare una rete integrata fra le varie istituzioni che si occupano della Medicina di Genere.

2017, marzo: ha organizzato la Consensus Conference: Verso una medicina di genere specifica.

Il DDL Lorenzin del luglio 2017 entrato in vigore nel febbraio 2018 prevede “l’applicazione e diffusione della Medicina di Genere nel Servizio Sanitario Nazionale” e garantisce per la prima volta in Italia che la medicina venga orientata al genere in tutte le sue applicazioni a livello nazionale, sia nella sperimentazione clinica dei farmaci (art. 1), che per tutto il percorso clinico (art. 3).

La Conferenza Nazionale Permanente dei Presidenti di Medicina e Chirurgia ha inserito dall’anno accademico 2017-2018, le differenze sessuali e di genere in tutti gli insegnamenti medici universitari.

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Università di Padova

Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere nato nel 2009 ha organizzato negli anni quattro Congressi Nazionali sulla Medicina di Genere, l’ultimo il 27-28 novembre 2017 che ha spaziato dall’interazione fra sociologia e medicina, al rapporto medico paziente, alla politica delle Regioni, alla formazione, alla prevenzione primaria dell’ictus, all’insufficienza cardiaca, alle aritmie cardiache, al carcinoma polmonare, alla demenza, all’obesità, all’immunologia, all’oncologia, ai primi giorni di vita, al metabolismo epatico e alle alterazioni molecolari.

FNOMCeO

Commissione Medicina di Genere. Coordinatrice: Teresita Mazzei.

Associazioni ONLUS

Una di queste organizzazioni è l’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (Onda) costituitosi a Milano nel 2005. Onda ha prodotto numerosi rapporti sullo stato di salute della donna in Italia (ultimo nel 2017, La salute della donna la nuova longevità: una sfida al femminile), organizzato molti eventi congressuali e numerosi studi e progetti al femminile, assegnato bollini Rosa e Rosa Argento agli ospedali e alle RSA più attenti alle donne e alle donne anziane. Un’altra Onlus è la Fondazione Alessandra Graziottin nata nel 2005 che sta organizzando ricerche cliniche sulla Medicina di Genere e in particolare ginecologica.

Toscana

Agenzia Regionale

Ha diffuso un documento sulla Salute di genere in Toscana nel 2013 con aggiornamento nel 2015.

Regione Toscana

2011: ha istituito all’interno del Consiglio Sanitario Regionale, la Commissione permanente per le problematiche della Medicina di Genere.

2014: ha istituito il Centro Regionale di Coordinamento della Salute e Medicina di Genere.

2015, dicembre: a Firenze è stato organizzato il Convegno degli Stati Generali della Medicina di Genere”.

2016: ha inserito il Centro Regionale tra le strutture del governo clinico regionale e ha istituito in tutto il territorio regionale 17 centri aziendali di coordinamento della Salute di Genere.

Università degli Studi di Firenze

Nel dicembre 2016 ha istituito il primo Master di II livello in Salute e Medicina di Genere”.

Conclusioni

Molti esempi potrebbero essere portati di patologie e problemi da riconsiderare e rivedere in modo genere-specifico: si tratta di una nuova valutazione, diversa in quanto, al momento, tutte le branche della medicina vengono insegnate e applicate come se non esistessero le differenze di genere. Sono maturi i tempi per poter fondare e mettere in pratica una Medicina Genere-specifica.

Segnaliamo a tale proposito un valido corso online di formazione a distanza erogato gratuitamente dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici a tutti i medici e gli odontoiatri italiani dal 20 luglio 2018 sulla piattaforma Fadinmed (www.fadinmed.it), che rimarrà attivo fino al 31 dicembre 2019. Un primo passo reale alla ricerca di nuove risorse oltre alla sensibilizzazione del mondo medico su questi nuovi aspetti.

 

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