Dipendenza da internet e benessere psicosociale

Sabrina MasettiSabrina Masetti, Psichiatra psicoterapeuta. Direttore scientifico Centro Clinico La Mongolfiera, Firenze. Socio ordinario della Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva. Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Firenze, 1997. Specializzazione in Psichiatria, Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell’Università degli Studi di Firenze, 2001

 

 Stefano Cosi, Psicologo psicoterapeuta, direttore Centro Clinico La Mongolfiera, Firenze


Questo lavoro si propone di indagare in maniera approfondita la dipendenza da internet e la sua relazione con il benessere psicosociale. In questo caso, il termine “dipendenza” non fa riferimento a una sostanza chimica, bensì a un’attività ormai presente normalmente nella vita quotidiana delle persone, socialmente riconosciuta, accettata e promossa.

 

Parole chiave: internet, benessere psicosociale, dipendenza comportamentale, nuove dipendenze

 

Questo lavoro si propone di indagare in maniera approfondita la dipendenza da internet e la sua relazione con il benessere psicosociale.

In questo caso, il termine “dipendenza” non fa riferimento a una sostanza chimica, bensì a un’attività ormai presente normalmente nella vita quotidiana delle persone, socialmente riconosciuta, accettata e promossa. Per questo motivo si parla anche di dipendenza comportamentale. Le altre dipendenze comportamentali sono il gioco d’azzardo patologico, la dipendenza da sesso, la dipendenza da shopping, la dipendenza da lavoro, la dipendenza da cibo. Per il fatto che ciò di cui si abusa non è più una sostanza chimica ma un comportamento o un’attività, esse vengono anche definite con il generico termine di Nuove Dipendenze o New Addictions.

L’introduzione nella vita dell’uomo dell’utilizzo di internet è relativamente recente, ma ha portato a radicali trasformazioni nelle modalità di comunicazione e a modificazioni degli stili di vita. È possibile affermare con un buon grado di certezza che oggigiorno tutte le persone sono un po’ internet dipendenti. Basta pensare a quanto questo strumento facilita la vita: servizi pubblici, ricerche scolastiche/lavorative, comunicazioni intercontinentali, tutto avviene in un solo click.

Se per la maggior parte delle persone queste attività rappresentano parte integrante del normale svolgimento della vita quotidiana, per alcuni individui possono assumere caratteristiche patologiche, fino a provocare gravissime conseguenze. Young (1996) sostiene che, mentre nelle dipendenze da sostanze le implicazioni mediche hanno un’importanza rilevante, nella dipendenza da internet i rischi fisici (disturbi del sonno, indebolimento del sistema immunitario, irregolarità dei pasti, scarsa cura del corpo, sindrome del tunnel carpale) sono in proporzione molto minori.

Le conseguenze più gravi della dipendenza da internet sembrano essere quelle psicologiche, familiari, economiche e lavorative, come accade nel gioco d’azzardo patologico. In particolare, questo sembra essere vero nei soggetti adolescenti e preadolescenti, in quanto maggiori utilizzatori di social network.

Young ha messo in evidenza come l’abuso di internet interferisca nella vita relazionale del soggetto. A mano a mano che le ore passate al computer aumentano, il tempo speso con la famiglia e gli amici diminuisce inevitabilmente. In questo modo, i rapporti importanti vengono messi da parte e perdono via via di importanza. Sebbene l’uso di internet per motivi scolastici sia incentivato per migliorare il rendimento, la dipendenza provoca seri problemi: il soggetto dipendente, che rimane collegato per gran parte della giornata, comprese le ore notturne, non potrà avere un buon rendimento a causa della stanchezza. Internet, pur essendo un ottimo strumento di ricerca per gli studenti, è anche una fonte di distrazione poiché mette a disposizione una miriade di attività ludiche e si presta facilmente a un uso improprio. Un punto cruciale riguarda la consapevolezza che internet non è solo un modo di reperire informazioni utili, ma anche una modalità di socializzazione molto importante, con le sue regole di comportamento, i suoi pregi e i suoi limiti. Chi non ha conoscenze adeguate su come ci si “comporta” sul web, è tagliato fuori. L’adolescente oggi si forma e cresce anche su internet, non solo reperendo informazioni in modo pratico e veloce, ma anche sviluppando la capacità di relazionarsi con gli altri in un modo diverso da quello faccia a faccia.

Molti studi hanno indagato la relazione tra uso eccessivo di internet e gli indicatori di benessere psicosociale come le competenze sociali, l’ansia sociale, la solitudine e l’isolamento. I risultati sembrano essere preoccupanti. Le competenze sociali che la persona percepisce di avere influiscono largamente sul modo in cui quella persona si presenterà agli altri: è facile intuire che persone con auto-percezione di incompetenza sociale ricerchino preferibilmente forme di comunicazione che percepiscono come più sicure e meno minacciose rispetto a quella faccia a faccia. Dunque, rispetto a persone più sane dal punto di vista psicosociale, questi individui hanno maggiori possibilità di sviluppare una preferenza per le interazioni sociali online, il che è a propria volta un fattore di rischio per lo sviluppo di una modalità impropria ed eccessiva di utilizzo di internet.

Per quanto riguarda l’ansia sociale, le persone con questo tipo di problema sono attratte da internet perché le interazioni sociali sono più facili e meno minacciose delle interazioni reali. I benefici dell’uso di internet, però, mettono a rischio di sviluppare una dipendenza e l’uso eccessivo di internet finisce per incrementare l’isolamento sociale e danneggia le relazioni reali. In definitiva, dunque, sebbene ci siano grandi benefici nel breve termine, ci sono anche costi molto più grandi nel lungo termine. Un crescente numero di ricerche, infatti, ha identificato una correlazione positiva tra l’ansia sociale e l’uso problematico di internet e l’ansia sociale è stata concettualizzata come fattore di rischio per lo sviluppo di una dipendenza da internet.

Infine, per quanto riguarda la solitudine e l’isolamento, diversi studi sostengono che gli individui isolati utilizzano internet per scopi sociali: per avere supporto emozionale, per conoscere nuove persone e per interagire con individui con cui condividono interessi. Essi utilizzano internet anche per modulare i propri stati psicologici: infatti effettuano maggiori accessi online quando provano ansia, depressione, solitudine. Contemporaneamente riportano un incremento dei problemi nel funzionamento nella vita reale, incluse interferenze con le attività sociali e il lavoro. Dunque gli individui isolati, sebbene abbiano relazioni soddisfacenti online, sono contrastate dall’uso di internet nelle attività sociali offline. Queste osservazioni fanno ipotizzare un circolo vizioso dove la persona va su internet per riempire un vuoto sociale nella sua vita, ma il tempo speso online crea dei vuoti nelle relazioni sociali offline e altri problemi nella vita reale.

 

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