Il Dark Web e l’acquisto di sostanze stupefacenti

Donella PosarelliDonella PosarelliDirettore UFS, Servizio Dipendenze Firenze A Referente Rete Codice Rosa Dipartimento Dipendenze, Azienda USL Toscana-Centro. Referente Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze per la Privacy, Azienda USL Toscana-Centro

 

 

Il mercato delle sostanze stupefacenti, oltre a essere presente sulle piazze, si è in parte spostato su internet. Il Dark Web è l’insieme di contenuti accessibili pubblicamente ospitati in siti web il cui indirizzo IP (internet protocol) è nascosto, ma ai quali chiunque può accedere purché ne conosca l’indirizzo.

 

Parole chiave: stupefacenti, Dark Web, TOR, black market, criptovalute

 

Da qualche anno il mercato delle sostanze stupefacenti, oltre a essere presente sulle piazze, si è in parte spostato su internet, dove ha avuto una larga diffusione. Sono notevoli i vantaggi dell’acquisto di droghe sul web: si ricevono direttamente a casa o a un indirizzo indicato; spesso costano meno e sono di qualità migliore. Inoltre, ordinando la droga da casa, non si corre il rischio di essere fermati dalle forze dell’ordine e l’acquisto spesso viene effettuato in quella parte del web dove è difficile essere identificati e rintracciati. Infatti, la rete è suddivisa in:

  • Surface Web: la rete visibile con un contenuto che può essere trovato utilizzando motori di ricerca come Google e soprattutto che è sotto costante sorveglianza da parte dei governi. Rappresenta il 4% dei contenuti del World Wide Web (WWW);
  • Deep Web: l’insieme dei contenuti presenti sul web e non indicizzati dai comuni motori di ricerca;
  • Dark Web: l’insieme di contenuti accessibili pubblicamente che sono ospitati in siti web il cui indirizzo IP è nascosto, ma ai quali chiunque può accedere purché ne conosca l’indirizzo.
  • Deep e Dark Web rappresenterebbero il 96% dei contenuti del WWW.

Come si accede al Dark Web? 

È necessario usare un browser dedicato come TOR, creato a suo tempo per permettere la navigazione nei Paesi dove internet è soggetto alla censura.

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TOR è acronimo di The Onion Router e si tratta di un applicativo che consente di navigare sul web in totale anonimato. La particolarità di TOR è che non rilascia informazioni personali in rete durante la navigazione.TOR è frequentato da gruppi di criminali, giornalisti, dissidenti, terroristi e molto probabilmente da agenzie di intelligence.

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I Black Markets 

La maggior parte delle transazioni sono effettuate nei principali Black Markets (siti nei quali gli utenti possono acquistare prodotti e servizi) e sono relative alla vendita di sostanze stupefacenti e a servizi/prodotti per la realizzazione di frodi finanziarie o altro.

  • Principali Black Markets:
  • Silk Road (chiuso);
  • Black Market Reloaded;
  • Sheep Marketplace.

Le richieste di acquisto maggiori riguardano prodotti farmaceutici, droghe pesanti e leggere, su tutte la cannabis. Le merci più scambiate nel Dark Web sono, partendo dal primo posto, come detto, la cannabis, poi gli psicofarmaci quali il Ritalin (Metilfenidato) e lo Xanax e a seguire le droghe pesanti come l’MDMA, l’LSD, le metanfetamine, l’eroina, per finire con i videogiochi piratati e gli account online. Nel Dark Web, la quantità di droga che si può trovare è ingente, divisa in una perfetta tassonomia a seconda delle specificità e con prezzi che piegherebbero qualsiasi concorrenza in piazze come Milano e Roma. Varietà particolari, alcune introvabili, di marijuana a cinque o sei euro al grammo in meno rispetto al mercato italiano. Poi ci sono le proposte esotiche: come i farmaci per aiutare la concentrazione che non esistono in Italia, ma sono estremamente popolari nelle università per passare gli esami, come l’Adderall, il “blue meth” ecc.

Silk Road (chiuso dall’FBI nel 2014) era uno dei siti più famosi di commercio elettronico che funzionava attraverso i servizi nascosti del software di anonimato TOR. Solo attraverso TOR, infatti, era possibile accedere al sito.

L’FBI ha calcolato che Silk Road abbia generato transazioni finanziarie per miliardi di dollari, ricavandone commissioni per milioni di dollari. Una cifra considerevole del totale delle transazioni era di provenienza italiana; il nostro Paese era al nono posto nella Top 10 degli acquirenti registrati.

Il gestore prendeva il 10% delle transazioni e c’era pure un sistema di risoluzione delle dispute. Come ebay.

Silk Road si presentava come un intermediario, offrendo a venditori e acquirenti la propria struttura online allo scopo di condurre le transazioni in un ambiente sicuro, protetto, e soprattutto anonimo.

Sulla totalità dei prodotti offerti, che a ottobre 2014 constava di 14.095 differenti offerte, la maggior parte era composta da:

  • cannabis con il 18%;
  • ecstasy e stimolanti con entrambi il 17%;
  • psichedelici (15%) e farmaci (15%);
  • steroidi 9% del totale;
  • oppioidi 4%.

Sul sito di Silk Road gli utenti scrivevano recensioni e assegnavano punteggi ai prodotti in vendita e il risultato è stato che, spesso, a differenza di quanto avviene per strada, in un mercato altamente competitivo, sono stati i venditori con prodotti non adulterati e di maggiore qualità a vendere di più.

Quasi tutti i negozi del Dark Web, forse proprio perché accessibili senza eccessivi sforzi o conoscenze informatiche particolari, applicano una bizzarra strategia per convincere i compratori a fidarsi: al momento dell’acquisto si paga la metà, l’altra metà la si salda al momento dell’arrivo della merce.

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Come si paga nel Dark Web?

Bitcoin, Ethereum, Ripple, Bitcoin Cash, EOS, Stellar, Litecoin, Cardano, Monero, IOTA: le criptovalute sono la moneta digitale di internet. Si tratta di valute virtuali che usano generalmente una rete decentralizzata. Tale decentralizzazione, in pratica, significa che non sono sottoposte al controllo di alcuna autorità centrale e questo permette l’effettuarsi di transazioni non controllate.

Dal venditore al consumatore

Il venditore non è in genere una persona sola, ma un’intera squadra che si divide il lavoro.

Una catena che si occupa di fasi diverse, formata da persone che tra loro possono non essersi mai viste.

Il venditore si interessa del rapporto con la clientela e col mondo tecnologico.

Non tocca fisicamente la droga. Riceve le ordinazioni, le processa, gestisce i reclami. È un compito delicato, il feedback negativo di un cliente può danneggiare il business dell’intera squadra.

Deve essere questo alla base dell’altissima riuscita delle spedizioni, di cui appena l’1% circa non arriva a destinazione.

Al secondo anello della catena, a cui è stata comunicata l’ordinazione, spetta il rapporto col fornitore: va a comprare la merce fisicamente e la fa arrivare all’anello successivo.

La terza persona ha il compito di impacchettare. Impacchettare significa soprattutto saper nascondere la droga nell’imballaggio stesso o in un prodotto che faccia da specchietto per le allodole, magari realizzato appositamente per questo scopo.

I più sofisticati riescono a nascondere la merce anche al vaglio dei raggi X. Si possono usare profumi coprenti, che distraggano l’olfatto soprattutto dei cani antidroga.

Ma i cani possono essere addestrati a riconoscere i profumi coprenti e in definitiva questa soluzione è un’arma a doppio taglio.

Lo standard per l’impacchettamento prevede: un primo strato sottovuoto, intorno alla sostanza, poi un secondo strato non sottovuoto, e infine un terzo ancora sottovuoto che avvolga il tutto.

Quando finisce il confezionamento, spesso la terza persona mette un adesivo sul pacco, a mo’ di garanzia di qualità, come fosse un super-venditore di eBay.

L’ultimo anello della catena è la persona che va a spedire fisicamente il pacco. La sua regola principale è evitare di ripetere lo stesso pattern, non dare nell’occhio.

Per questo spedisce da luoghi il più possibile diversi e si sposta di ufficio postale in ufficio postale, di città in città. Arriva a farsi anche due ore di viaggio per spedire un pacco. Una squadra può avere un flusso di cento ordinazioni a settimana: è fondamentale quindi diversificare i luoghi, o almeno dilazionare il tempo fra le spedizioni dallo stesso luogo.

I pacchi dei Paesi dell’Unione Europea (quelli che hanno firmato l’accordo) non vengono controllati alla dogana. Discorso diverso per i pacchi fuori dall’UE, che sono più pericolosi.

L’indirizzo di ritorno può essere intestato per esempio a indirizzi inesistenti; un sistema che qualche spacciatore ha trovato per non avere problemi di identificazione.

I prodotti in genere sono di qualità, si spende molto meno rispetto a quelli che sembrano essere i prezzi di strada e affrontando meno rischi rispetto alla routine di chi usa sostanze quotidianamente.

Per tutti questi motivi molte persone, soprattutto i giovani, si riferiscono a questo mercato per l’acquisto di sostanze che, peraltro, può essere fatto anche nel Surface Web poiché molte droghe vengono camuffate con nomi per esempio di sali da bagno o prodotti all’apparenza innocui.

Inoltre, questi mercati online, anche se le autorità competenti ne chiudono molti, rinascono continuamente, oppure la community semplicemente migra verso altri ancora aperti.

Il problema è quindi di difficile soluzione nell’attuale era digitale.

 

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