La buona salute dipende da buone scelte

Il progetto Informed Health Choices arriva a Firenze

Raffaele RasoiniRaffaele RasoiniLaureato in Medicina nel 2002 e specializzato in Cardiologia nel 2006, è ricercatore presso l’IRCCS Don Carlo Gnocchi di Firenze e lavora presso vari centri medici dell’area fiorentina. Membro del gruppo Florence EBM Renaissance e del gruppo ISO-Spread, è interessato ai temi dell’evidence based-decision making nella multimorbidità, dell’overdiagnosis e delle applicazioni dell’intelligenza artificiale in Medicina

 

Camilla AlderighiCamilla AlderighiIRCCS Fondazione Don Carlo Gnocchi, Firenze

 

 


Informed Health Choices è un progetto con il quale si intende favorire l’accesso pubblico a informazioni sui trattamenti per la salute che siano affidabili, migliorando inoltre la capacità di filtro critico della popolazione verso i contenuti stessi a partire dall’età scolare.

 

Parole chiave: sovraccarico di informazioni, filtro critico, qualità delle scelte


Uno degli aspetti che non fa difetto ai nostri tempi sono le informazioni. Reperibili sui giornali, alla televisione, in rete, su testi, riviste o siti specifici per settore, le informazioni a disposizione su ogni argomento sono talmente abbondanti che a proposito di questo tema si sente spesso citare l’espressione overload, ovvero sovraccarico di informazioni rispetto alla nostra capacità di accoglierle ed elaborarle. Se, da un lato, non possiamo semplicemente ignorare le informazioni, dal momento che molte di esse riguardano temi importanti come la salute, dall’altro la sovrabbondanza di informazioni non è necessariamente sinonimo di correttezza e affidabilità delle stesse.

Numerose ricerche hanno evidenziato come il raggiungimento di una buona salute dipenda dalla nostra capacità di filtrare criticamente le informazioni che riceviamo, così da identificare e perseguire solo quelle realmente affidabili. Purtroppo altrettante ricerche hanno evidenziato che molte persone mancano di questa capacità. Anche se questa carenza è maggiore là dove più importanti sono i deficit sociali, economici e culturali, il problema è esteso, in varia misura, alla popolazione generale.

È una realtà quotidianamente tangibile che i bambini e i ragazzi abbiano sempre più informazioni da elaborare e sempre meno tempo a disposizione per farlo, in un circolo talvolta vizioso in cui l’obiettivo primario della formazione rischia di diventare l’assimilazione di contenuti piuttosto che l’acquisizione di strumenti per padroneggiarli. Al tempo stesso, sappiamo che i pre-concetti, i comportamenti e le abitudini sviluppati a partire dall’infanzia/adolescenza sono molto resistenti a tentativi di correzione successivi.

Queste difficoltà non rimangono fini a se stesse, ma possono indurre le persone a prendere decisioni sbagliate sulla propria salute. è dimostrato che compiere scelte di salute non informate conduce a un danno non solo e non tanto sul piano economico sanitario, ma anche e soprattutto sul piano della salute individuale. Di fatto, la dicotomia tra la cospicua massa di informazioni emesse ogni giorno da molteplici fonti e la nostra ridotta capacità di interpretarle e filtrarle, come persone, pazienti, ma anche come operatori sanitari, rischia di diventare un determinante maggiore di danno in termini di salute.

Per questo motivo, un gruppo di ricerca internazionale, multidisciplinare, guidato da ricercatori di elevato profilo nell’ambito della health literacy e della medicina basata sulle prove, come Andy Oxman (Centre for Informed Health Choices, Norwegian Institute of Public Health, Oslo, Norvegia) e Iain Chalmers (James Lind Initiative, Oxford, UK), da insegnanti, designer ed esperti di salute pubblica, si è riunito sotto un progetto denominato Informed Health Choices con l’obiettivo non solo di favorire l’accesso pubblico a informazioni sui trattamenti per la salute che siano affidabili, ma anche e soprattutto di migliorare la capacità di filtro critico delle persone verso i contenuti stessi, a partire dall’età scolare.

Gli studiosi si sono dedicati a quest’ultimo scopo mediante una strategia semplice ma di grande impatto: insegnare ai bambini, fin dalla scuola primaria, a pensare criticamente alle affermazioni sui trattamenti per la salute.

Per fare ciò, il gruppo Informed Health Choices ha elaborato 44 concetti che fossero utili per le persone, sia per valutare criticamente le informazioni scientifiche sia nel momento in cui dovevano compiere scelte riguardanti la propria salute, e li ha suddivisi in tre gruppi tematici:

  • come riconoscere quando un’affermazione riguardante la salute ha una base inaffidabile;
  • come valutare quando le prove del confronto fra due trattamenti per la salute sono affidabili o meno;
  • come attuare scelte ben informate riguardo ai trattamenti per la salute.

Di questi 44 concetti, 12 sono stati estrapolati per essere veicolati alla popolazione generale a partire dall’età scolare, con la finalità di educare al pensiero critico le persone sin dal periodo delle loro prime fondamenta culturali, ossia durante la scuola primaria (Tabella I). 

Tab1 Rasoini

Insieme ad alcuni insegnanti inclusi nel gruppo di ricerca, i 12 concetti sono stati non solo elaborati per poter essere insegnati ai bambini della scuola primaria, ma anche trasformati in materiale didattico (un libro-fumetto, schede esemplificative e valutative, una guida per gli insegnanti, risorse bibiliografiche e un podcast per genitori e insegnanti) e validati attraverso multipli feedback in scuole ugandesi, keniote, ruandesi e norvegesi. 

Ma il gruppo non si è fermato qui. Essendo costituito da ricercatori e medici formati alla medicina basata sulle prove, non è bastato che il lavoro svolto fino ad allora fosse accolto come una risposta a un bisogno crescente. Per il gruppo l’unico modo di valutare se il progetto potesse avere una qualche utilità e validità era di metterlo alla prova nel confronto per eccellenza, cioè uno studio controllato e randomizzato.

L’obiettivo consisteva nel valutare se l’educazione al pensiero critico in termini di scelte di salute avesse l’effetto di migliorare la qualità delle scelte stesse e quindi anche di ridurre i danni derivanti da scelte sbagliate.

I ricercatori hanno pertanto condotto uno studio randomizzato cluster su circa 10.000 studenti di età compresa tra i 10 e i 12 anni in 120 scuole ugandesi. Queste ultime sono state divise in due gruppi di confronto: un gruppo di scuole in cui i bambini ricevevano lezioni sui 12 concetti chiave e un altro gruppo in cui i bambini non ricevevano queste stesse lezioni. Alla fine dello studio, i bambini di tutte le scuole sono stati valutati attraverso un test che misurava la loro abilità di saper distinguere le informazioni affidabili sulla salute da quelle non affidabili. I risultati di questo studio sono stati pubblicati su Lancet nel 2017 e hanno dimostrato una capacità di valutazione critica delle affermazioni riguardanti la salute nettamente superiore nel gruppo di intervento rispetto al gruppo di controllo.

Da allora, 57 gruppi di ricerca in 20 Paesi del mondo si sono attivati per tradurre, implementare e diffondere queste risorse didattiche tra i bambini delle scuole primarie.

In Italia abbiamo recentemente costituito un gruppo di ricerca, per la traduzione e l’applicazione delle risorse didattiche delle Informed Health Choices attraverso un progetto pilota rivolto ai bambini della scuola primaria Matteotti (Istituto comprensivo Poliziano) a Firenze. Il progetto, che inizierà nel prossimo anno scolastico, è stato accolto con apertura sia dal dirigente scolastico che dalle docenti delle classi quinte coinvolte.

Il Pensiero Scientifico Editore e l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Firenze supportano il nostro gruppo di ricerca, privo di finanziamenti e costituito su base volontaria, per la stampa delle risorse didattiche e la diffusione del progetto sul territorio fiorentino e italiano. è da sottolineare che questo progetto veicola ai bambini, non tanto semplici contenuti sulla salute, quanto piuttosto veri e propri strumenti metodologici di valutazione dei contenuti stessi, rappresentati in tre obiettivi:

  • affinamento del pensiero critico (quali domande porre quando qualcuno fa un’affermazione riguardo a un trattamento per la salute);
  • consolidamento ed esercitazioni pratiche sul metodo scientifico (quali domande si devono porre i ricercatori per saperne di più sugli effetti dei trattamenti per la salute);
  • educazione alla salute (quali domande porre per decidere se aderire o meno a un trattamento per la propria salute).

Come responsabili della traduzione e della diffusione delle risorse didattiche in Italia, auspichiamo che questo progetto fiorentino rappresenti il punto di partenza per iniziative più estese, così da poter contribuire a trasmettere capillarmente ai bambini delle scuole primarie italiane strumenti di filtro critico e capacità decisionale in ambito di salute (ma non solo) che nel contesto attuale sono sempre più preziosi per coloro che saranno in un futuro prossimo cittadini, pazienti, medici/ricercatori e decisori politici.

 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.