Le nuove droghe sintetiche

Elisabetta Bertol  Professore ordinario di Tossicologia Forense, Università degli studi di Firenze.


Un dramma che i medici non possono ignorare

Elisabetta Bertol

La diffusione di “Nuove Droghe”, le cosiddette Nuove Sostanze Psicoattive (NSP), è divenuto ormai un problema reale per la Sanità Pubblica, specialmente in riferimento alla popolazione giovanile e adolescente.
Possiamo definire NSP “una nuova sostanza psicotropa, in forma pura o in preparazione, non ancora sotto controllo secondo le Convenzioni delle Nazioni Unite, nei loro più recenti aggiornamenti, ma che potrebbe costituire una minaccia per la salute pubblica paragonabile a quella rappresentata da sostanze già elencate”.
Le NSP vengono vendute nel mercato illecito sotto forma di pillole, compresse, capsule, a volte mescolate a materiale vegetale, e sono sintetizzate in laboratori clandestini di relativamente facile allestimento, non necessitando particolari e sofisticate strumentazioni per la loro sintesi.
I “laboratori chimici” clandestini sono infatti spesso realizzati all’interno di edifici domestici o magazzini dismessi e con la stessa facilità con cui possono sorgere, altrettanto rapidamente possono scomparire senza lasciare traccia.

La sintesi è relativamente semplice, il mercato, secondo le normali leggi del commercio, è avido di NUOVO e non ci sono scrupoli morali, né restrizioni ministeriali o lunghi percorsi burocratici a frenare l’inventiva criminale.
Le NSP sono droghe progettate e disegnate a tavolino da veri e propri “architetti” della droga.
Per questo sono note anche come Designer Drugs e il problema risale ancora agli anni fine ’80 – quando appunto tale termine fu coniato, per riesplodere in questi ultimi anni, ed in modo ancora più dirompente proprio in quest’ultimo anno.

Immagine 1Piattaforma di lancio e di prova per le nuove molecole? I clienti? Il mondo dell’utenza della droga, specialmente giovanile, che ne fa le spese.
Poco importa se la sostanza possa presentare tossicità, anche comportamentale, l’importante è che piaccia, che faccia presa, che faccia mercato.
In caso contrario la sostanza sparisce dal mercato (non viene più prodotta in quanto “non rende” abbastanza) e se ne fabbricano altre, a ritmo incalzante.
Designer drugs, Legal highs, Herbal highs, Bath salts: questi i nomi in gergo più comuni.

In realtà si tratta principalmente di quattro fondamentali categorie:

  • cannabinoidi sintetici
  • catinoni sintetici
  • fenetilammine
  • piperazine

Immagine 2Più in particolare dal 2009 a marzo 2015, sono state registrate dal Sistema Nazionale di Allerta Precoce 456 molecole, di cui:

  • 138 cannabinoidi sintetici
  • 77 catinoni sintetici
  • 90 fenetilamine
  • 19 triptamine
  • 35 farmaci vari
  • 12 molecole a struttura azepanica
  • 17 oppioidi sintetici (di cui 7 analoghi del fentanil)
  • 5 piperazine
  • 5 analoghi della ketamina
  • 3 analoghi della fenciclidina (PCP)
  • 55 altre molecole di varia tipologia (sintetiche, sostanze naturali.

Immagine 3Ma ne possono essere “architettate” altre, anche non classificabili né chimicamente né per effetti farmacologici nelle precedenti categorie.

Si può notare come nel corso degli anni ci sia stata una crescita graduale della diffusione di NSP soprattutto per quanto riguarda cannabinoidi e catinoni e derivati fenetilamminici (Figura 1).

Quanto alla tossicità, è ormai noto e dimostrato oggi anche attraverso le indagini scientifiche più moderne, che tutti i tipi di droga creano dei danni alle persone che ne fanno uso e i danni aumentano soprattutto se le droghe vengono assunte da adolescenti, allorquando il sistema nervoso centrale è ancora in evoluzione.

La early detection cioè l’identificazione precoce della diffusione sul territorio e dell’uso di droghe e alcol, è oggi un intervento prioritario.
Oggi il problema è reso più difficile appunto dall’immissione sul mercato di queste spesso sconosciute sostanze psicoattive.
Dobbiamo ricordare ad esempio che i decessi per incidentalità (spesso correlati all’uso di alcol e droga) risultano essere tra le prime cause di morte nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni.

Alcol, tabacco ed energy drinks possono costituire le sostanze psicoattive di primo accesso all’assunzione di sostanze stupefacenti illegali. Negli ultimi anni sono stati prodotti molti energy drinks a base di caffeina, sostanza eccitante per eccellenza, che hanno invaso il mercato delle bibite analcoliche, ma che sono impiegate anche come base in cocktail alcolici.

Infatti questi drink percepiti ed associati a un concetto di energia positiva vengono mescolati a superalcolici (rum, gin, vodka) ed anche a nuove droghe, spesso di composizione sconosciuta, creando mix estremamente psicoattivi e spesso molto tossici.

Una volta ottenuta una prima disinibizione verso le naturali riserve che quasi tutti gli adolescenti hanno nei confronti dell’assumere sostanze psicoattive per la prima volta, poi accedono con più facilità a sostanze sempre più nocive, ad iniziare dal THC fino ad arrivare a cocaina, amfetamine ecc..
L’uso di droga, ed oggi ancor più la curiosità di provare nuove sostanze psicoattive, crea temporaneo, ma spesso permanente danno a organi e tessuti, con alterazione della plasticità neuronale. E questo oggi non è solo teorizzabile, ma si può vedere attraverso le recenti tecniche neuroimaging nel campo delle neuroscienze.
Il cervello mostra infatti cambiamenti funzionali, strutturali e metabolici causati dall’uso continuativo di droghe.

Figura 1

L’uso precoce di sostanze farmacologicamente attive sulla psiche comporta una forte interferenza con i processi di maturazione e sviluppo cerebrale dell’adolescente. È a quell’età che si consolidano diverse funzioni neuropsichiche in relazione sia ai meccanismi di apprendimento, di memorizzazione, della motivazione, del coordinamento e dei sistemi della gratificazione. Sempre nella stesso periodo si sviluppano aspetti importanti della personalità: l’autostima, la self-efficacy, i processi di problem analysis e la capacità di farvi fronte ecc.

Figura 2

La Figura 2 dimostra quanto avviene in soggetti che usano comunemente la cannabis tradizionale, altrettanto accade a coloro che fanno uso di cannabinoidi sintetici, ad esempio il JWH-018 e il JWH-073, ampiamente diffusi in Italia a partire dal 2010. Entrambi si legano ai recettori CB1, gli stessi su cui agiscono i principi attivi della cannabis, ma con azione agonista dalle 3 alle 20 volte superiore a quelli tradizionali.

La comorbilità, chiamata a volte diagnosi duale, è stata definita nel 1995 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come la «coesistenza nel medesimo individuo di un disturbo dovuto al consumo di sostanze psicoattive e di un altro disturbo psichiatrico».

In molti pazienti dei centri terapeutici il consumo di droghe si unisce ad uno o più disturbi della personalità portando a diagnosi di depressione ed ansia e spesso anche a disturbi psicotici.
Da ricerche recenti emerge che forme psicopatologiche di questo tipo generalmente precedono il consumo di droghe. La prognosi della vera e propria malattia psichiatrica peggiora quando il consumo di sostanze psicoattive ha inizio piuttosto presto e prosegue a lungo termine.

«Quando ci troviamo di fronte a tos-sicodipendenti, specie a quelli in età adolescenziale tendiamo ad attribuire i loro problemi all’abuso di stupefacenti. Tuttavia, il più delle volte, i consumatori di droghe sono affetti da disturbi concomitanti della salute mentale, disturbi che noi spesso non riusciamo a riconoscere. Nel trattamento dei tossicodipendenti dobbiamo tener conto della comorbilità».

Marcel Reimen
OEDT (Osservatorio Europeo Droghe
e Tossicodipendenze).



Con l’avvento delle nuove sostanze attive sulla psiche, tanto più pericolose in quanto sconosciute e per questo ancor più a rischio di tossicità acuta e cronica, il mondo giovanile, fortemente stimolato alla prova, è allo sbaraglio, e la strategia della prevenzione risulta pertanto molto più difficile.

Le “NSP” – L’offerta
Immagine 3Al giorno d’oggi gli adolescenti possono facilmente avere accesso a queste nuove sostanze, a causa della grande varietà dei canali di distribuzione (Smart Shops, Websites, Rave Parties).
In questi “negozi” legali in alcune parti del mondo, come ad esempio in Olanda, vengono vendute le NSP così come altre sostanze tradizionali sotto forma di profumatori ambientali, incensi...
Ampia è la diffusione dei Rave parties, spesso illegali nei quali, nelle maggior parte dei casi, si assiste ad un elevato consumo di sostanze (Figura 3).

Il web facilita l’acquisto anche mediante la promozione e l’inserimento di immagini accattivanti soprattutto per la popolazione giovanile facilmente suggestionabile (Figura 4).
Gli “spacciatori” tramite questi nuovi canali riescono a reperire molto facilmente i principi attivi ed effettuano preparazioni “domestiche” e spesso artigianali delle nuove molecole finali, con tutti i rischi che ne derivano per i consumatori:

  1. instabilità dei prodotti
  2. carenza di accuratezza nel dosaggio della quantità di principio attivo.

I mix delle molecole non sono ovviamente indicati sulle etichette delle confezioni né come composizione qualitativa né quantitativa e traggono in inganno il consumatore rispetto al reale contenuto del prodotto inducendolo comunque alla prova con immagini accattivanti e descrizioni di effetti.

Immagine 4

Le “NSP” – La Legislazione

Una sostanza per poter essere disciplinata deve necessariamente essere inserita all’interno delle Tabelle delle sostanze stupefacenti
Le NSP cambiano rapidamente sia in base alla domanda che in base al controllo e al contrasto normativo operato nei vari paesi.
L’inserimento nelle Tabelle delle sostanze stupefacenti è fondamentale per consentire il contrasto da parte delle Forze dell’Ordine che diversamente non potrebbero nemmeno operare i sequestri.
Le organizzazioni criminali che commerciano le NSP hanno caratteristiche diverse dalle organizzazioni tradizionali poiché organizzano i loro mercati su internet utilizzando sistemi di pagamento e spedizione della merce del tutto legali e ordinari (siti internet, carte di credito).

Uno dei punti fondamentali è la promozione della prevenzione e la riduzione della domanda attraverso azioni e misure integrate di educazione precoce per il mantenimento dei life skills e di stili di vita sani. Allo stesso tempo occorre una precisa informazione sui rischi e sui danni derivanti dall’assunzione di tali sostanze ai fini di fornire una consapevolezza del problema.

Figura 3

La ricerca nel campo dell’analitica tossicologica sofisticata, propria a tutt’oggi di solo poche istituzioni universitarie, costituisce un altro punto fondamentale per rendere possibile la loro individuazione nei materiali non biologici in sequestro nel mercato clandestine da parte delle Forze dell’Ordine.
Ed ancora di primaria rilevanza deve essere visto, nel campo della ricerca, il connubio interdisciplinare tra la tossicologia forense e le neuroscienze, che possa realizzare lo studio degli effetti delle sostanze (vecchie o nuove che esse siano) attraverso l’impiego della tecnologia del neuroimaging che dimostra e quantifica i danni cerebrali che, fino a circa venti anni or sono, venivano dedotti dagli effetti, ma non erano documentabili. Un altro elemento fondamentale oltre alla prevenzione, dovrebbe essere quello della “chiarezza delle regole” riguardanti il NON uso, dovendosi considerare l’USO un disvalore, unito ad un alto grado di disapprovazione sociale e all’esistenza di deterrenti legali sia per i consumatori (sanzioni amministrative) che per il traffico e lo spaccio (sanzioni penali).

Figura 4Non è affatto vero che, oltre al consolidamento della campagna di prevenzione/educazione, la chiarezza delle norme sanzionatorie (non necessariamente in campo penale) non costituisca un deterrente; è dimostrato il contrario. Ad esempio attraverso l’irrogazione delle sanzioni amministrative della sospensione della patente, è diminuita l’incidentalità stradale mortale causata o concausata dell’uso di alcol e stupefacenti.
Con l’avvento così dirompente delle NSP i problemi, anche nel campo della prevenzione e dell’educazione sono aggravati dal fatto della mancanza di conoscenza riguardo al fenomeno.
Ed infatti si deve pensare che se oggi abbiamo una scarsa documentazione di casi di rilevazione nei reperti biologici (sangue/urine/saliva/capelli) di queste Nuove Sostanze Psicoattive, questo è SOLO dovuto alla carenza della loro conoscenza e quindi di protocolli analitici standardizzati e idonei alla loro rilevazione, e NON perché esse ed il loro uso non sia presente nella popolazione.

 

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