Raccomadazioni per la prevenzione, segnalazione, sorveglianza e negoziazione delle MGF tra le donne adulte e le minori provenienti dei Paesi a rischio

Pubblichiamo dell’ampio ed esaustivo documento approvato dal CSR, le raccomandazioni conclusive. 


RACCOMANDAZIONI
Servizio Sanitario della regione ToscanaLe seguenti raccomandazioni vogliono affrontare il tema della prevenzione, segnalazione e sorveglianza delle Mutilazioni Genitali Femminili (MGF), prendendo in considerazione le strutture e le figure del SSR della Toscana che possono, durante lo svolgimento del loro lavoro, incontrare donne e minori provenienti da Paesi a rischio MGF.
Le raccomandazioni sono state strutturate dedicando una breve introduzione ad ogni struttura/servizio, alle diverse figure professionali coinvolte ed indicando le azioni da eseguire tenendo conto delle quattro possibili categorie individuate:

  1. Donna in gravidanza senza MGF
  2. Donna in gravidanza con MGF
  3. Donna non in gravidanza senza MGF
  4. Donna non in gravidanza con MGF

Le raccomandazioni hanno lo scopo di definire ruoli, compiti ed attività di ogni figura professionale coinvolta, con il tentativo di costruire dei percorsi di cura e prevenzione e momenti di relazione - comunicazione - contatto per garantire la presa in carico integrata delle donne e delle minori provenienti da Paesi considerati a rischio MGF.
Infine, vengono indicate le strutture di riferimento a livello regionale in grado di offrire un supporto completo ad operatori e utenti grazie alla presenza di équipe multidisciplinari. Tali strutture sono:

  • il Centro di Riferimento Regionale per le MGF dell’A.O.U. Careggi (CRR-MGF);
  • il Centro di Riferimento Regionale per la Violenza e abusi sessuali sulle donne e i minori dell’A.O.U. Careggi (CRRV);
  • il Servizio Abusi Infanzia Adolescenza dell’A.O.U. Meyer (GAIA).

Le raccomandazioni consigliano sempre e fortemente, quando necessario, l’affiancamento di un Mediatore Linguistico Culturale (MLC) e la distribuzione di materiale informativo cartaceo e multimediale.

I soggetti del servizio sanitario regionale con cui le donne adulte e le bambine interagiscono nei loro percorsi di salute sono diversi. Pertanto occorre declinare il ventaglio delle opportunità di interazione tra questi, affinché siano intercettate appropriatamente le situazioni problematiche e a rischio e individuati gli opportuni canali di invio e presa in carico per la prevenzione, segnalazione, sorveglianza delle MGF, per la donna adulta e le minori provenienti da Paesi a rischio. Il presente documento individua le opportunità di intervento che questi soggetti possono attivare.


OMISSIS

2. Fattori di rischio

  • Provenienza da Paese a tradizione escissoria della donna e/o nel caso di minore della madre e/o del padre;
  • Madre e/o sorella/e sottoposte a pratica MGF;
  • Partner proveniente da Paesi a rischio.

    Altri elementi concomitanti possono essere:
  • assenza prolungata ed ingiustificata da scuola;
  • prossimità di un viaggio nel paese d’origine a tradizione escissoria.

3. Strutture/servizi e figure professionali coinvolte:

  • Consultorio;
  • CRR- MGF – A.O.U. Careggi;
  • CRRV – A.O.U. Careggi;
  • GAIA – A.O.U. Meyer;
  • Mediatore Linguistico Culturale (MLC);
  • Medico di medicina Generale;
  • Pediatra di libera scelta;
  • Punto Nascita;
  • Servizi sociali / Assistente sociale;
  • Tribunale per i Minorenni – Procura della Repubblica;

Per eventuali interventi di supporto si può comunque consultare la rete territoriale di riferimento costituita dalle Associazioni coinvolte, con cui sono concordati opportuni percorsi.

4. Materiale informativo multilingua (depliant):
A supporto dei momenti di counseling breve gli operatori dei consultori, dei punti nascita nonché tutti gli operatori coinvolti, avranno a disposizione materiale informativo multilingua (depliant) contenente informazioni sui rischi sanitari (conseguenze e complicanze MGF) e informazioni sulla Legge n. 7/2006 che sanziona le MGF come reato penale. Il depliant viene dato a tutte le donne a rischio MGF.

STRUTTURE/SERVIZI E FIGURE PROFESSIONALI COINVOLTE:

Consultorio
Il Consultorio si occupa della tutela della salute della donna, in tutte le fasi della sua vita, delle relazioni di coppia e familiari. È stato pertanto individuato come luogo di incontro privilegiato, di ascolto e aiuto per donne, giovani, famiglie e immigrati; quindi come luogo di incontro/informazione con donne provenienti da paesi a rischio.
All’interno della rete consultoriale in Regione Toscana, le Aziende sanitarie hanno individuato i consultori “Principali” ai sensi della DGR 259/2006, all’interno dei quali sono presenti almeno le seguenti figure professionali operanti in équipe: assistente sociale, ginecologo, ostetrica, psicologo e con disponibilità di mediatori culturali.
È opportuno che le Aziende, a seconda del bacino di utenza e in relazione alla provenienza dell’utenza da Paesi a tradizione escissoria, individuino nella rete dei consultori, quelli dove è più opportuno concentrare la competenza nel gestire la presa in carico di donne con MGF o a rischio, in rete con gli altri soggetti coinvolti. Tali consultori “dedicati” possono essere pertanto indicati come punti di riferimento territoriale, con una particolare formazione rivolta allo specifico delle MGF.
I consultori dedicati si accosteranno alla famiglia attraverso le figure professionali coinvolte per l’attivazione di un “Percorso di Prevenzione MGF/Educazione alla Salute” in cui forniranno counseling e indicazioni necessarie per affrontare la problematica MGF, in collaborazione con i mediatori culturali.
L’invio al consultorio “dedicato” (dai punti nascita, dai pediatri e da altri consultori) avverrà tramite appuntamento.
Sono diversi i momenti di contatto in cui le donne possono entrare in relazione con i servizi consultoriali, sia in stato di gravidanza che non.

A. DONNE IN GRAVIDANZA provenienti da Paesi a rischio

I possibili momenti di contatto sono:

  • Consegna libretto di gravidanza regionale;
  • Corsi Accompagnamento alla Nascita (C.A.N.);
  • Controlli e visite in gravidanza;
  • Attività in post-partum.


In caso di MGF accertata

  1. si registra il dato (presenza e tipo di MGF, presenza/assenza di complicanze, eventuale pregressa deinfibulazione) sulla cartella di gravidanza (cartacea e informatizzata);
  2. si effettua un counseling breve con consegna del materiale informativo multilingua;
  3. si provvede all’inserimento nel “percorso prevenzione MGF/educazione alla salute” con uno pecifico counseling per MGF raccordandosi con il consultorio “dedicato”;
  4. si consulta ed eventualmente si attiva la rete T/H raccordandosi con CRR-MGF c/o AOUCareggi (anche per eventuale deinfibulazione);
  5. si provvede con un invio concordato della donna al punto nascita scelto, per un’opportuna gestione del parto (e per eventuale deinfibulazione);
  6. si promuove l’assistenza in post-partum tramite l’offerta attiva e proposta di recall;
  7. nel post-partum si provvede all’inserimento nel “percorso prevenzioneMGF/educazione alla salute” con uno specifico counseling per MGF, se non effettuato prima;
  8. nel post-partum si consulta e si attiva la rete T/H tramite raccordo con consultorio “dedicato” e/o con i servizi AOU-Careggi (CRR-MGF, CRRV) e AOU-Meyer (GAIA) precedentemente individuati se non effettuato prima;
  9. si consultano le associazioni/comunità di riferimento sul territorio fornendo indicazioni per contatti ed eventualmente si provvede ad un invio concordato per supporto.


In caso di MGF non accertata

  1. si effettua un counseling breve con consegna del materiale informativo multilingua;
  2. si provvede ad una valutazione del rischio rispetto all’anamnesi familiare/culturale;
  3. si procede ad un eventuale inserimento nel “percorso prevenzione MGF/educazione alla salute” con uno specifico counseling per MGF, se non effettuato prima;
  4. si promuove l’assistenza in post-partum tramite offerta attiva e proposta di recall;
  5. si consulta ed eventualmente si attiva la rete T/H raccordandosi con consultorio “dedicato” e/o con i servizi AOU-Careggi (CRR-MGF, CRRV) e AOU-Meyer (GAIA) precedentemente individuati;
  6. si consultano le associazioni/comunità di riferimento sul territorio fornendo indicazioni per contatti ed eventualmente si provvede ad un invio concordato per supporto.

    B. DONNE NON IN GRAVIDANZA provenienti da Paesi a rischio

In caso di MGF accertata

  1. si registra il dato (presenza e tipo di MGF, presenza/assenza di complicanze, eventuale pregressa deinfibulazione) sulla cartella di gravidanza (cartacea e informatizzata);
  2. si effettua un counseling breve con consegna del materiale informativo multilingua;
  3. si provvede all’inserimento nel “percorso prevenzione MGF/educazione alla salute” con uno specifico counseling per MGF;
  4. si consulta ed eventualmente si attiva la rete T/H raccordandosi con consultorio “dedicato” e/o con CRR-MGF c/o AOU-Careggi;
  5. si consultano le associazioni/comunità di riferimento sul territorio fornendo indicazioni per contatti cercando di provvedere ad un invio concordato per supporto.

In caso di MGF non accertata
In caso di contatto con i servizi consultoriali, per altre tipologie di richiesta, si presta attenzione al paese di provenienza, con consegna di materiale informativo se la donna proviene da un Paese a rischio.

  1. si registra il dato di provenienza;
  2. si procede ad una valutazione del rischio rispetto all’anamnesi familiare/culturale;
  3. si provvede ad un eventuale inserimento nel “percorso prevenzione MGF/educazione alla salute” con uno specifico counseling per MGF;
  4. si consulta ed eventualmente si attiva la rete T/H raccordandosi con consultorio “dedicato” e/o con CRR c/o AOU-Careggi;
  5. si consultano le associazioni/comunità di riferimento sul territorio fornendo indicazioni per contatti ed eventualmente si provvede ad un invio concordato per supporto.

Punto Nascita

A. DONNE provenienti da Paesi a rischio
Si registra all’accettazione sulla cartella (cartacea e informatizzata) il Paese di provenienza e alla visita il dato (presenza/assenza MGF e tipo, presenza/assenza di complicanze, eventuale pregressa deinfibulazione).
In caso MGF accertata

  1. durante la degenza/dimissione viene effettuato dal personale ostetrico un couseling breve con consegna del materiale informativo multilingua;
  2. si consulta e si attiva raccordo con CRR c/o AOU-Careggi per un’eventuale presa in carico della donna (vd. paragrafo dedicato);
  3. si promuove l’assistenza in post-partum all’interno del “percorso prevenzione MGF/educazione alla salute” con uno specifico counseling per MGF, attraverso invio concordato al consultorio dedicato;
  4. in caso di neonato di sesso femminile si consulta e si attiva raccordo con consultorio dedicato. In caso di neonato di sesso maschile, ma con presenza in famiglia di altre bambine a rischio, si provvede all’inserimento nel “percorso di prevenzione MGF/ educazione alla salute” con uno specifico counseling per MGF, attraverso invio concordato;
  5. si promuove la scelta del pediatra e nel compilare la cartella di dimissione e il libretto pediatrico si ha cura di inserire, tra le informazioni richieste, il Paese di nascita della madre e del padre e, nella parte relativa ai “problemi sanitari di rilievo nei familiari” si inserisce la presenza di MGF nella madre e/o in eventuali sorelle.

In caso di MGF non accertata

  1. durante la degenza/dimissione viene effettuato dal personale ostetrico un counseling breve con consegna del materiale informativo multilingua;
  2. si promuove l’assistenza in post-partum al consultorio al fine di una valutazione per l’eventuale inserimento nel “percorso di prevenzione MGF/educazione alla salute” con uno specifico counseling per MGF, attraverso invio concordato;
  3. in caso di neonato di sesso femminile si consulta e si attiva raccordo con consultorio dedicato.
    In caso di neonato di sesso maschile, ma con presenza in famiglia di altre bambine a rischio, si provvede all’inserimento nel “percorso di prevenzione MGF/ educazione alla salute” con uno specifico counseling per MGF, attraverso invio concordato;
  4. si promuove la scelta del pediatra e nel compilare la cartella di dimissione e il libretto pediatrico si ha cura di inserire, tra le informazioni richieste, il Paese di nascita della madre e del padre.

Pediatra

Il pediatra di libera scelta svolge un importante lavoro di prevenzione, segnalazione e monitoraggio anche in relazione al rapporto di fiducia e continuità che nel tempo costruisce con la famiglia.

Nel caso di una neonata con corretta compilazione della cartella di dimissione/libretto pediatrico da cui si evincono le condizioni di rischio della neonata, il pediatra:

  1. consegna materiale informativo su MGF alla madre e fa una prima valutazione del rischio rispetto all’anamnesi familiare/culturale;
  2. si accerta che la madre sia inserita in un percorso di presa in carico post-partum e si raccorda con il consultorio prendendo l’appuntamento in caso di donna con MGF. In ogni caso promuove l’assistenza per le donne in post-partum nel consultorio attraverso consegna dei riferimenti;
  3. durante le regolari visite controlla i genitali della minore e particolarmente dopo periodi di assenza prolungata;
  4. in caso di più fattori di rischio si consulta con i servizi AOU-Careggi (CRR-MGF, CRRV) e AOU-Meyer (GAIA) precedentemente individuati e con il Servizio sociale territoriale; in caso di volontà manifesta segnala alla Procura della Repubblica c/o il Tribunale dei minorenni (vd. paragrafo dedicato).

Se, durante le visite, riscontra una MGF procede alla segnalazione alla Procura della Repubblica c/o il Tribunale ordinario.


In caso di minore non proveniente dal punto nascita
Se la minore non proviene direttamente dal punto nascita o è arrivata tramite ricongiungimento familiare o adozione, il pediatra compila la cartella prestando attenzione al paese di provenienza della minore e/o dei genitori.

  1. in presenza di fattori di rischio consegna il materiale informativo su MGF ai genitori e procede ad una prima valutazione del rischio rispetto all’anamnesi familiare/culturale;
  2.  in caso di più fattori di rischio si consulta con i servizi AOU-Careggi (CRR-MGF, CRRV) e AOU-Meyer (GAIA) e con il Servizio sociale territoriale, precedentemente individuati e si raccorda con il consultorio (invio concordato al “percorso di prevenzione MGF/educazione alla salute” attivato nel consultorio); in caso di volontà manifesta segnala alla Procura della Repubblica c/o il Tribunale dei minorenni (vd paragrafo dedicato);
  3. durante le regolari visite controlla i genitali della minore e particolarmente dopo periodi di assenze prolungate;
  4. se, durante le visite, riscontra una MGF procede alla segnalazione alla Procura della Repubblica c/o il Tribunale ordinario.

Medico di medicina generale

Il medico di famiglia svolge un importante lavoro di prevenzione, segnalazione e monitoraggio anche grazie al rapporto di fiducia e continuità costruito negli anni.
Nel caso di minore gestita dal MMG si rimanda alle raccomandazioni del PLS
Compila la cartella prestando attenzione al paese di provenienza della donna o della minore e/o dei genitori.

  1. In presenza di fattori di rischio consegna il materiale informativo su MGF, accompagnato da un counseling breve, alla ragazza e/o ai genitori e procede ad una prima valutazione del rischio rispetto all’anamnesi familiare/culturale;
  2. in caso di più fattori di rischio si consulta con i servizi AOU-Careggi (CRR-MGF, CRRV) e AOU-Meyer (GAIA) e con il Servizio sociale territoriale precedentemente individuati e si raccorda con il consultorio (invio concordato al “percorso di prevenzione MGF/educazione alla salute” con uno specifico counseling per MGF);
  3. in caso di volontà manifesta segnala alla Procura della Repubblica c/o il Tribunale dei minorenni (vd paragrafo dedicato);
  4. se, durante le visite, riscontra una MGF procede alla segnalazione alla Procura della Repubblica c/o il Tribunale ordinario.

GAIA – AOU Meyer

Il servizio GAIA svolge una valutazione sul caso e consulenza. Svolge un lavoro in rete per l’attivazione delle procedure di prevenzione e segnalazione con i Punti nascita, i consultori, i pediatri e i medici di famiglia.
Svolge un ruolo di riferimento per la presa in carico delle bambine segnalate a rischio MGF ed interviene previo appuntamento.
Svolge un lavoro di prevenzione/segnalazione ed esegue una visita pediatrica completa, con controllo dei genitali, in équipe con altre figure professionali (assistente sociale, psicologa).

  1. Stabilisce un rapporto con la famiglia e consegna materiale informativo su MGF (rischi sanitari e legislazione in Italia), procede ad una valutazione del rischio ed eventualmente attiva il “percorso prevenzione MGF/educazione alla salute” con uno specifico counseling per MGF, presso i servizi consultoriali.
  2. Se riscontra un effettivo rischio di MGF procede alla presa in carico della famiglia; in caso di volontà manifesta segnala alla Procura della Repubblica c/o il Tribunale dei minorenni.
  3. Se riscontra un caso di MGF in una minore procede alla segnalazione alla Procura della Repubblica c/o il Tribunale Ordinario.

Servizio Sociale / Assistente Sociale

Nello svolgimento del ruolo e con riferimento alla tipologia dei diversi livelli organizzativi e alla distribuzione delle attività sociali che la legge prevede, emergono tre funzioni proprie del Servizio Sociale:

  • segretariato di servizio;
  • management sociale del caso (case management);
  • osservazione, programmazione, pianificazione, attuazione e coordinamento dell’intervento sociale.
    Nello specifico ambito di tutela di soggetti minori i compiti dell’assistente sociale si possono così riassumere:
    funzione di assistenza, sostegno e aiuto alla genitorialità in famiglie con minori; vigilanza, protezione e tutela dei minori di fronte a difficoltà e carenze nella gestione del ruolo genitoriale, da attivare in presenza di fattori di rischio evolutivo del minore (art.9 e art.23, Legge 184/83) anche in assenza di una richiesta diretta della famiglia. (CNOAS Dicembre 2013)
  • nel caso di avvenuta MGF in una minore, segnalata e qualificata come intervento lesivo e mutilante dell’integrità psico-fisica della minore da parte di consultori, pediatri e medici di famiglia, il servizio sociale procede alla segnalazione alla Procura della Repubblica c/o il Tribunale ordinario.
    In caso di avvenuta MGF in danno di una minore, occorre valutare ed effettuare una segnalazione alla Procura della Repubblica per i minorenni (oltre ovviamente a quella ordinaria), poiché in tal caso il pregiudizio si è determinato e dovrà verificarsi se lo stesso sia significativo di una inidoneità dei genitori e quindi occorra una limitazione della responsabilità genitoriale.

Tribunale per i Minorenni (TM) – Procura della Repubblica

Il Tribunale per i Minorenni è competente, per quanto riguarda la materia penale, per i reati commessi da minori degli anni 18 e, per quanto attiene la materia civile, negli ambiti di attribuzione dell’art. 38 Disp.Att. cc , tra l’altro, per gli interventi limitativi o ablativi della “responsabilità genitoriale”, quando la condotta degli esercenti la predetta responsabilità (di regola i genitori) non sia idonea o adeguata per i minori (i loro figli) o possa comunque provocare disagio o pregiudizio per gli stessi. Il legislatore non ha “tipizzato” le ipotesi di intervento, che debbono quindi essere valutate nelle singole situazioni concrete e ciò può determinare qualche incertezza. La competenza civile del Tribunale per i Minorenni in ordine alla “limitazione” della responsabilità genitoriale, viene tuttavia meno quando vi sia in corso un giudizio dinanzi al Tribunale Civile ordinario, di separazione o divorzio o ai sensi dell’art. 316 cod. civ.
In considerazione del fatto che il Tribunale per i Minorenni è un organo giurisdizionale, esso non può prendere iniziative di “ufficio”. L’art. 336 del codice civile prevede in particolare che, legittimato a presentare ricorsi al T. M. - con richieste che incidano sulla responsabilità genitoriale - oltre ai genitori e parenti, possa essere il pubblico ministero.
La Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni ha quindi compiti in questa materia. I due uffici (Procura e Tribunale per i Minorenni) sono tuttavia autonomi e separati, quindi eventuali segnalazioni dovranno essere inviate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, sino a quando non sia stata aperta una procedura in Tribunale. Qualora invece la segnalazione dovesse giungere al Tribunale per i Minorenni, il Tribunale dovrà poi trasmetterli comunque alla Procura.
Sebbene le segnalazioni possano pervenire alla Procura della Repubblica da “tutti”, nella pratica sono i servizi, le forze dell’ordine, sanitari e insegnanti, associazioni di volontariato a procedere. A tal fine è opportuno che le segnalazioni siano più complete possibile.
La Procura dopo aver effettuato eventuali accertamenti, può presentare ricorso al Tribunale con richieste limitative della responsabilità genitoriale.
In caso di avvenuta MGF in danno di una minore, occorre effettuare una segnalazione alla Procura della Repubblica per i Minorenni (oltre ovviamente a quella ordinaria), poiché in tal caso il pregiudizio si è determinato e dovrà verificarsi se lo stesso sia significativo di una inidoneità dei genitori e quindi occorra una limitazione della responsabilità genitoriale.

Centro di Riferimento Regionale per le MGF – AOU Careggi

La Regione Toscana nel 2003 ha costituito il Centro di Riferimento Regionale per la Cura e la Prevenzione delle conseguenze legate alle Mutilazioni Genitali Femminili (CRR-MGF) e ad oggi esso svolge un ruolo importante anche nella promozione della salute delle donne immigrate in genere.
Nel CRR-MGF vengono programmati ed eseguiti gli interventi chirurgici della deinfibulazione dal 2003, da quando è stato istituito dalla Regione Toscana. Gli interventi vengono abitualmente seguiti nella saletta chirurgica del DAIMI.
Il Centro, inoltre, fornisce visite specialistiche e consulenze: colloqui per la preparazione degli interventi chirurgico-riparativi, controlli post-intervento di deinfibulazione, ecografie e flussimetrie sulle cicatrici spesse o in presenza di complicanze (tipo cisti); ricerca e lavoro con tesisti di varie branche specialistiche.
Per un primo contatto con il Centro non è richiesto appuntamento: le pazienti arrivano direttamente in orario di servizio. Si procede con un primo colloquio per conoscere la donna, il suo stato di salute e le motivazioni che l’hanno portata al Centro di Riferimento. Seguono l’anamnesi e una prima visita ostetrico-ginecologica con registrazione dei dati della donna. Non tutte le pazienti presentano problemi di salute. Molte volte hanno solo bisogno di risposte alle loro domande, questo compito è parte integrante dell’attività del CRR.
In un secondo momento la paziente è indirizzata nei vari ambulatori del Dipartimento DAIMI materno-infantile a seconda delle sue necessità e/o verso i consultori familiari di appartenenza.
In caso di gravidanza è predisposto un protocollo per la deinfibulazione che viene attuato entro la dodicesima – sedicesima settimana.
Oltre la sedicesima settimana non viene più eseguita la deinfibulazione, che verrà eseguita all’espletamento del parto. Pertanto, dalla trentaseiesima settimana della gestazione fisiologica il CRR-MGF invia la paziente agli ambulatori della SODs di Medicina Prenatale, dove un team formato sulle MGF seguirà la donna fino al termine. Il CRR-MGF si avvale della collaborazione con la Nursery, per i controlli post-partum. Questi sono momenti fondamentali per trasmettere informazioni e fare prevenzione.
La Deinfibulazione viene eseguita anche al di fuori della gravidanza per ridurre o prevenire infezioni urinarie e vaginali, per consentire i primi rapporti sessuali o per trattare la dispareunia, per consentire visite ginecologiche e strumentali. Negli ultimi anni giovani donne infibulate richiedono l’intervento anche se non hanno un partner e non soffrono di complicanze mediche.
Prima della deinfibulazione alle pazienti viene spiegata la procedura e fatto firmare un consenso informato già predisposto. Si ribadisce, che l’intervento non è soltanto una semplice apertura della cicatrice dell’infibulazione, ma è il risultato di un lavoro profondo con la paziente in termini di dialogo, conoscenza, informazione, educazione alla salute, alla genitorialità (prevenzione delle MGF nelle figlie), risultato estetico/psicologico/sessuologico/urologico e del rispetto della legge n.7/2006.
Il CRR-MGF si avvale anche della collaborazione di una psicologa formata in MGF per la crescente richiesta di interventi di ricostruzione clitoridea.
In caso di bisogno viene programmata la rieducazione perineale post-partum.
Il CRR-MGF opera in raccordo con gli altri soggetti del percorso tramite le modalità già dettagliate (consulenze, invii concordati).

Centro di Riferimento Regionale per la Violenza e l’abuso sulle donne adulte e minori – AOU Careggi

  • Servizio Laserchirurgia/colposcopia;
  • SODs Fisiopatologia riproduttiva umana;
  • Servizio fisiopatologia menopausa;
  • Sala parto e reparti di degenza ostetrica;
  • Servizio di patologia vulvare;
  • Servizio multidisciplinare patologia pavimento pelvico.

Nell’ambito della SOD Ginecologia Infanzia Adolescenza dell’AOU-Careggi, afferisce il Centro Regionale di Riferimento per la Violenza e l’abuso sulle donne adulte e minori (CRRV).

Il CRRV è attivo H24 per tutte le situazioni di emergenza offrendo accoglienza, valutazione ginecologica, procedure diagnostiche, raccolta di materiale utile a fini forensi e prescrizioni terapeutiche, secondo le linee guida nazionali e regionali in regime ambulatoriale e di ricovero. La consulenza offerta, secondo le linee guida, si propone di raccogliere elementi anamnestici significativi, materiale utile ai fini forensi e di offrire le procedure necessarie ed eventuali consulenze mirate, in collaborazione con Neuropsichiatria, Psichiatria Infantile, Malattie Infettive, Laboratorio di Batteriologia e Microbiologia, Genetica Forense e Tossicologia Forense. La struttura è strettamente integrata con tutti i servizi del DAIMI e con le altre realtà presenti sul territorio come Servizi Sociali e Centri di Accoglienza ONLUS.
Le consulenze in caso di sospetto abuso su minore, trattandosi prevalentemente di consulenze programmate, vengono effettuate presso il Servizio di Ginecologia dell’Infanzia e dell’Adolescenza, dove personale dedicato prende in carico le pazienti.
Il servizio è caratterizzato da una visione interdisciplinare dell’approccio clinico alla bambina e all’adolescente e si occupa di diagnosi e trattamento di patologie della sfera riproduttiva dal periodo neonatale alla post-adolescenza.
La possibilità di offrire tutti i servizi mediante un mediatore culturale costituisce un’altra importante risorsa per le pazienti. Inoltre vi può essere il supporto del servizio di Psicologia Clinica.
Il CRRV opera in raccordo con gli altri soggetti del percorso tramite le modalità già dettagliate (consulenze, invii concordati).

Pronto Soccorso - Codice Rosa

Il percorso del Codice Rosa si attiva nel momento in cui le pazienti arrivano nelle strutture di pronto soccorso a seguito di lesioni causate da maltrattamenti e abusi. La procedure da attivare nei casi in cui si riscontrino donne e bambine con MGF sono le stesse previste dal presente documento di “raccomandazioni per la prevenzione, segnalazione e sorveglianza delle Mutilazioni Genitali Femminili (MGF)”, che il personale di Pronto soccorso è tenuto ad adottare. Nel contesto del Pronto soccorso a causa della numerosità e dell’urgenza dei casi trattati, può risultare difficoltoso individuare le donne e le bambine provenienti da Paesi a rischio MGF, al fine di assicurare già in quella sede un momento informativo sul tema della prevenzione delle MGF, il personale del PS è comunque invitato a consegnare alle utenti il materiale informativo multilingua che verrà messo a disposizione.

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