Dottore... le calze proprio non le sopporto

 Leonardo Corcos  Specialista in Chirurgia Generale, Vascolare e d’Urgenza. Membro Fondatore della Società Italiana di Flebolinfologia (SIFL) Istituto di Ricerche Cliniche Prosperius. Firenze


Leonardo CorcosLa diagnosi emodinamica delle malattie delle vene è ancora oggi identificata soltanto nell’eco-color-Doppler, che fornisce dati morfo-funzionali segmentari, ma è incapace di fornire valutazioni globali del difetto vascolare.
L’unico metodo emodinamico validato internazionalmente è la pletismografia venosa ortodinamica che, attraverso la valutazione dei volumi ematici spostati dall’esercizio, permette di quantificare, non solo l’occlusione venosa o l’insufficienza valvolare, ma anche e soprattutto l’efficienza delle pompe veno-muscolari periferiche. Il calcolo degli indici di pressione venosa (IPV) ortodinamici, o “deambulatori”, forniscono dati analoghi espressi in termini di mmHg. Il calcolo degli IPV ortostatici invece permette di valutare la sola funzione venosa ed ottenere dati separati dei singoli, differenziare la MVC dalla IVC propriamente detta e quantificarne il danno funzionale. Soltanto l’insieme di eco-color-Dopper, pletismografia e flebotensiometria può definirsi “diagnostica emodinamica” delle flebopatie e definirne in dettaglio le caratteristiche fisiopatologiche.

Figura 1
Anche in flebologia il progresso culturale e tecnologico non sempre va d’accordo con il progresso clinico, come nella selezione ed applicazione dell’elastocompressione (EC), presidio indispensabile nel trattamento elettivo o complementare di qualunque flebopatia degli arti inferiori. Il presidio fondamentale è rappresentato dalle calze elastiche che rallentano la progressione spontanea della malattia e delle sue complicanze e riducono la sintomatologia ed il rischio trombotico.
Lo scopo dell’EC è quello di esercitare una contropressione “adeguata”. Le calze elastiche sono classificate in base allo spessore e tensione del tessuto, in denari, o meglio espressa in mmHg equivalenti alla contropressione esercitata, variabili da 8-10 mmHg fino a di 40 mmHg e oltre. La classe di EC viene ancora oggi valutato soltanto sulla base della severità clinica e non su parametri emodinamici.
Non è affatto raro sentirsi dire appunto: “dottore… le calze elastiche proprio non le sopporto !”. Almeno il 12% dei soggetti appare intollerante alla compressione elastica con calze. Più raramente accade l’opposto, ovvero che le calze siano ben tollerate ma insufficienti allo scopo. La soluzione del problema risiede nel calcolo sistematico degli IPV differenziali corrispondenti appunto alla contropressione necessaria ed “adeguata” mediante la flebotensiometria incruenta.
La sua storia ha inizio nei primi del 1700 con metodi invasivi. Nel 1984 l’Angiologo romano Mauro Bartolo ha perfezionato il metodo non invasivo, ottenuto con uno sfigmo-manometro ed una sonda Doppler, ed ha pubblicato un’analisi di oltre 8.000 casi patologici e normali a confronto, studiati in ortostatismo ed ortodinamismo. I risultati sono apparsi statisticamente significativi ed il metodo è stato accettato dai pazienti ben più di quello cruento, ma la Comunità Scientifica ancora non considera valido il metodo poiché non è in grado esprimere valori in termini fisici idrostatici in cm di acqua o in mmHg., come se si trattasse di un sistema meccanico. Infatti il metodo incruento risente della temperatura ambiente, dell’accuratezza dell’operatore, delle caratteristiche meccaniche della strumentazione utilizzata, delle condizioni biologiche e fisiopatologiche del paziente, molto più del metodo invasivo e di qualunque altro esame emodinamico non invasivo.

Figura 2
Nel corso degli ultimi 30 anni abbiamo introdotto la flebotensiometria incruenta nella pratica clinica, sfruttandone i vantaggi diagnostici e terapeutici. L’esperienza su migliaia di arti normali e patologici, dei quali oltre 2.000 analizzati, ha portato conclusioni statisticamente significative. I valori, fisiopatologici e non idrostatici, vengono quindi denominati “Indici di Pressione Venosa”. L’esame è semplice, economico, ripetibile. Gli IPV risultanti possono modificare l’orientamento diagnostico e terapeutico nel trattamento della MVC, IVC e delle VAI, permette di progettare con maggiore esattezza la maggior parte degli interventi chirurgici sui sistemi venosi e controllare i risultati clinici mediante un parametro emodinamico di semplice interpretazione. Nelle flebopatie superficiali sono apparsi significativi soltanto gli IPV ortostatici; in quelle profonde, che sono componenti delle cosiddette “pompe veno-muscolari periferiche” insieme alla funzione dell’apparato locomotore, sono apparsi più significativi quelli dinamici (o deambulatori).
Ma, come in tutte le analisi statistiche, esistono intervalli compresi fra valori massimi e minimi, ove si collocano gli arti con IPV superiori o inferiori alla media. Da qui un inquadramento oggettivo dei casi che possono rivelarsi potenzialmente soggetti intolleranti all’EC. Il valore del gradiente di contropressione corrisponde alla differenza risultante fra gli IPV massimi e la media dei valori normali, come illustrato nella Figura 2.
In tutti i nostri casi sono state applicate calze di gradazione valutata sulla base di tali criteri. Da un questionario fornito a 96 pazienti è risultato che sono state prescritte le seguenti classi di compressione: la 1° in 33 casi (34.3%), la 2° in 46 (47.7%), la 3° in 2 (2.08%) e quelle da prevenzione <18 mmHg in 15 (15.6%). Nel 97.5% dei casi è stata ottenuta una remissione dei sintomi senza nessuna intolleranza all’EC con calze.
Perfino all’automobile si misura la pressione prima di gonfiare o sgonfiare le gomme…
L’esperienza prosegue senza smentire la teoria ed i risultati fin’ora ottenuti. La Flebotensiometria incruenta è attualmente oggetto di ulteriori approfondimenti ed evoluzioni tecnologiche.

 

Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Il nostro sito utilizza i cookies per offrirti un servizio migliore.

Se vuoi saperne di più o avere istruzioni dettagliate su come disabilitare l'uso dei cookies puoi leggere l'informativa estesa

Cliccando in un punto qualsiasi dello schermo, effettuando un’azione di scroll o cliccando su Accetto, presti il consenso all’uso di tutti i cookies.