Ossigeno-Terapia Iperbarica 
e autismo: risultati 
su 229 pazienti trattati

Roberto VecchioneRoberto Vecchione, Specialista in Pediatria. Esperto Iperbarico. Collabora col Centro Iperbarico Nautilus dell’Istituto Prosperius di Firenze dal 1990. Dal 2009 si occupa del trattamento di bambini nello spettro autistico con Ossigeno-Terapia Iperbarica a bassa pressione

 

Nadia Picariello, Specialista in Psicopedagogia Relazionale, Firenze

Marco Da Campo, Dottore in Ingegneria, Firenze

Mario Bigazzi, Specialista in Endocrinologia, Firenze

I disturbi dello spettro autistico hanno assunto caratteristiche epidemiologiche allarmanti. Riteniamo, dalla nostra pluriennale esperienza, che l’Ossigeno-Terapia Iperbarica a bassa pressione sia un trattamento molto efficace per migliorare lo stato clinico di questi pazienti e in particolare alcuni sintomi cognitivo-comportamentali.


Parole chiave:Ossigeno-Terapia Iperbarica, spettro autistico, neuroimaging, ATEC, ipossia

Introduzione
Nell’articolo di Toscana Medica del maggio 2013 sono stati pubblicati i nostri dati osservazionali riguardanti 100 bambini affetti da disturbo dello spettro autistico (DSA) trattati con ossigeno iperbarico (OTI). Il nostro percorso di studio si è concluso, dopo lunga e meticolosa ricerca scientifica, con una pubblicazione sulla rivista IJCR (www.journalcra.com) nel maggio 2016. Nell’articolo Low pressure hyperbaric oxygen therapy in autism spectrum disorders: a prospective randomized study of 30 children (Vecchione R, Picariello N, Haidar Hassan K, et al., 2016) sono stati rilevati miglioramenti di molteplici aree e sintomi.

Materiali e Metodi
È stata utilizzata una camera iperbarica multiposto. Per la respirazione dell’ossigeno ci siamo avvalsi di appositi caschetti e i trattamenti sono stati eseguiti alla pressione di 1,5 ATA (atmosfera assoluta) al 100% di ossigeno, in accordo con i criteri indicati nella letteratura scientifica da K. Holbach (1977). La “compensazione” è stata eseguita mediante la deglutizione di piccoli sorsi d’acqua. Ogni bambino è stato accompagnato da un genitore precedentemente istruito. Le valutazioni sono state effettuate con 8 scale psicometriche somministrate prima, durante e dopo un ciclo di 40 sedute di OTI.

Risultati
I trattamenti si sono rivelati sicuri e ben tollerati. Tutti i bambini hanno portato a termine il protocollo a loro assegnato. I risultati migliori riguardano: linguaggio recettivo, abilità visuo-motorie, alcuni aspetti cognitivi (in particolare l’abilità di passare da un’attività a un’altra), irritabilità, ritiro sociale, iperattività, linguaggio inappropriato, stereotipie, comunicazione e abilità quotidiane. Sono stati ottenuti risultati confortanti anche su sintomi fisici/problemi comportamentali: stipsi, diarrea, controllo sfinterico, rigidità della routine e qualità del sonno. Sono inoltre migliorati i livelli di attenzione e di presenza.

Lo studio attuale
Dal giugno 2009 a oggi abbiamo effettuato circa 25.000 trattamenti di bambini nello spettro autistico, per un totale di 229 bambini, con protocolli differenti per numero di sedute. Esponiamo nella Tabella 1 i risultati derivati dall’analisi comparativa della Scala ATEC (Autism Treatment Evaluation Check-List) prima e dopo il trattamento di 157 bambini (126 maschi e 31 femmine) che hanno effettuato il protocollo di 40 sedute.

ossigenoterapia Tab 1


L’ATEC è utilizzata in numerosi studi; si tratta di un questionario sviluppato dall’Autism Research Institute per monitorare i cambiamenti fra prima e dopo l’esecuzione di una terapia nei bambini autistici. Le aree esaminate sono: Parola/Linguaggio/Comunicazione, Socializzazione, Coscienza cognitiva/sensoriale, Sintomi Fisici/Problemi comportamentali. Le valutazioni sono espresse sotto forma di punteggio numerico: più basso è il punteggio ottenuto, più quell’area specifica risulta migliorata.
Il 68,3% dei maschi e il 61,3% delle femmine (fast responders) manifestano miglioramenti rispettivamente del 16,7% e dell’11,5%. Il 26,2% dei maschi e il 38,7% delle femmine (slow responders) manifestano risultati positivi o stazionari più lentamente. Infatti, in questo sottogruppo, compare un aumento dell’iperattività durante il trattamento, che si attenua dopo circa 20-30 giorni: ciò influenza negativamente la compilazione del test. In particolare, le femmine rispondono con minore intensità, probabilmente per diversità legate al genere. Il 4,5% del gruppo non mostra variazioni cliniche. I miglioramenti sono stabili nel tempo.

Discussione
L’Ossigeno-Terapia Iperbarica consiste nella respirazione di ossigeno al 100% a pressioni superiori a 1 ATA, in un ambiente denominato camera iperbarica. È stato determinato che le patologie neurologiche, come i disturbi dello spettro autistico, possano essere trattate a bassa pressione. Gli studi di Holbach hanno stabilito infatti che 1,5 ATA al 100% di ossigeno sono i parametri ottimali per mettere la cellula nervosa nelle migliori condizioni metaboliche.
I disordini dello spettro autistico consistono in disturbi dello sviluppo neurologico che si manifestano prima dei tre anni di vita e che colpiscono la sfera della relazione e della comunicazione, includendo atteggiamenti ripetitivi, ossessivi e stereotipati; molti pazienti affetti da disturbo dello spettro autistico manifestano in aggiunta alcuni sintomi fisici come diarrea cronica, stipsi ostinata, crisi epilettiche e alterazioni del ritmo sonno-veglia. Le stime più recenti (CDC, 2014) riportano un’incidenza di 1:68 con rapporto maschi/femmine variabile da 3:1 a 8:1.
L’eziopatogenesi è tuttora pressoché sconosciuta. La neuroimaging di ultima generazione (PET, SPECT, fRMI, DTI) fornisce tuttavia importanti elementi sul tipo di alterazioni cerebrali che si riscontrano nella maggioranza dei bambini affetti da disturbo dello spettro autistico: essa evidenzia infatti come alcune aree di sostanza grigia siano ipossigenate e quindi metabolicamente meno attive, e come vi siano difetti di connettività a carico della sostanza bianca, rappresentati da aberrazioni sinaptiche (Figura 1).

ossigenoterapia Fig 1

Le aree coinvolte sono direttamente collegabili ai sintomi e ai comportamenti dei bambini colpiti da disturbo dello spettro autistico. Superiori livelli di ossigenazione mettono le cellule nervose ipossiche nelle migliori condizioni di efficienza metabolica, permettendo loro di lavorare a livello mitocondriale in regime di glicolisi aerobica.
I risultati ottenuti sono legati ai meccanismi d’azione dell’Ossigeno-Terapia Iperbarica che, ampiamente documentati, sono rappresentati da:
aumentata ossigenazione cerebrale (Figura 2);

ossigenoterapia Fig 2
azione di neoangiogenesi e vasculogenesi;
azione antinfiammatoria-antiedemigena;
azione battericida e batteriostatica;
azione immunomodulatrice;
diminuzione dei livelli di stress ossidativo;
azione di stimolo sulle cellule staminali endogene.

Conclusioni
Nella nostra esperienza l’Ossigeno-Terapia Iperbarica appare efficace nella maggioranza dei casi, sicura e priva di effetti collaterali in tutte le fasi di esecuzione e sui differenti pazienti. Pertanto la consideriamo utile e raccomandabile per le sue funzioni intrinseche e come terapia complementare agli altri trattamenti medico-terapeutici già utilizzati.

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