La defibrillazione precoce ad accesso pubblico:

da “Arezzo Cuore”  alla nuova USL Toscana Sud-Est

Massimo MandoMassimo Mandò, Medico, Centrale Operativa 118, ASL Arezzo Sud-Est

 

 

Simone Nocentini, Medico, Centrale Operativa 118, ASL Arezzo Sud-Est

Andrea Gambini, Infermiere, Centrale Operativa 118, ASL Arezzo Sud-Est

Dal 2010 la zona operativa Arezzo della USL Toscana Sud-Est ha sviluppato il progetto “Arezzo Cuore” per l’arresto cardiaco preospedaliero. L’articolo vuole descrivere i risultati del progetto Arezzo Cuore a 7 anni di distanza dalla sua nascita. Materiali e metodi. Analisi retrospettiva mediante report della Centrale Operativa 118 di Arezzo dei pazienti con arresto cardiaco preospedaliero nel periodo gennaio 2012 - aprile 2018. In questi 7 anni sono stati analizzati i principali indicatori di performance clinica e organizzativa. Risultati. Nel 2018 il progetto è giunto ad avere in tutta la provincia di Arezzo 838 defibrillatori e più di 25.000 cittadini addestrati. Il 16,31% degli ACR ha avuto un ROSC. Se si considerano i soli arresti cardiaci occorsi in luogo pubblico (14,87% del totale) la percentuale di ROSC sale al 39%. Nel 34,75% dei casi era già in atto da parte degli astanti il massaggio cardiaco esterno. Il 19,92% dei pazienti con ROSC è stato trasportato direttamente in Emodinamica per eventuale rivascolarizzazione primaria. Dei pazienti con ROSC per arresto in ambito pubblico il 59% è stato dimesso dall’ospedale. Conclusioni. L’introduzione nel sistema 118 Arezzo del progetto Arezzo Cuore ha portato a un miglioramento generale della sopravvivenza dei pazienti vittime  di arresto cardiaco preospedaliero e in particolare dei colpiti da arresto cardiaco in luoghi pubblici.

 

Parole chiave: morte improvvisa, arresto cardiaco, defibrillazione ad accesso pubblico, soccorso preospedaliero 118, dipartimento emergenza urgenza


Introduzione
La lotta alla morte cardiaca improvvisa rientra a pieno tra gli scopi dell’attività del sistema 118 Arezzo, il più importante dei quali è ridurre la mortalità extra-ospedaliera.
La letteratura scientifica suggerisce tra i vari metodi di approccio all’arresto cardiaco extra-ospedaliero quello di costituire un sistema di defibrillazione precoce non sanitaria sul territorio, volto ad anticipare i tempi della rianimazione cardio-polmonare e della defibrillazione, elementi fondamentali per la sopravvivenza delle vittime.
I cosiddetti progetti PAD (Public Access to Defibrillation) hanno successo nel momento in cui riescono a coinvolgere tutto un territorio (città, provincia ecc.), sia in termini di defibrillatori presenti che di cittadini formati al loro utilizzo.

Materiali e metodi
La Centrale Operativa 118 Arezzo (CO 118) ha istituito un progetto PAD sull’ambito provinciale aretino, basato su 3 livelli:
•    defibrillazione precoce su ambulanze con sanitario a bordo;
•    defibrillazione precoce non sanitaria su ambulanze BLSD (Basic Life Support and Defibrillation);
•    defibrillazione precoce “laica” sul territorio.
I primi due punti sono stati realizzati in tutte le zone della Provincia mediante la presenza di Postazioni di Emergenza Territoriale con mezzi di soccorso 118 (con sanitario o con soli soccorritori) dedicati. Il terzo punto è stato realizzato a partire dall’anno 2010 con la compartecipazione della Fondazione Cesalpino (in accordo con l’azienda USL 8 per progetti di sviluppo e promozione della ricerca a fini di assistenza sanitaria) e del Centro di Formazione Etrusco (Monte San Savino) nonché delle associazioni di volontariato convenzionate con la ex-ASL 8 secondo vari step:
1.    applicazione del progetto a enti del soccorso non sanitario, con mezzi mobili diffusi sul territorio provinciale;
2.    dotazione di DAE (Defibrillatori Automatici Esterni) a strutture private in cui si realizza un’importante presenza di popolazione, nonché nelle strutture sportive e scolastiche della Provincia;
3.    applicazione capillare del progetto all’intero territorio provinciale con stazioni fisse dotate di defibrillatore semiautomatico in ogni centro urbano.
La normativa nazionale e regionale vigente prevede che per la concessione dell’autorizzazione alla defibrillazione semiautomatica un cittadino segua uno specifico corso di formazione con superamento di valutazione finale (durata: 5 h) e rilascio di certificazione BLSD; la formazione deve avvenire a opera di personale certificato istruttore della CO 118 oppure da parte di centri di formazione BLSD accreditati presso la Regione Toscana.
In data 27.10.2010 è stato approvato un protocollo di intesa tra Prefettura di Arezzo, Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Vigili del Fuoco, USL 8 Arezzo e Fondazione Cesalpino Arezzo per l’“Utilizzo dei defibrillatori da parte delle Forze di polizia a competenza statale e dei Vigili del Fuoco”, che ha dato ufficialità al progetto “Arezzo Cuore”.
Al fine di rendere efficace la lotta all’arresto cardiaco improvviso è stato necessario implementare l’operatività del sistema 118 con 3 ulteriori strumenti:
•    uno specifico database informatico per la gestione dati dei DAE e dei cittadini formati e sottoposti a retraining;
•    un sistema informatizzato di rilevazione dei dati relativi all’arresto cardiaco improvviso soccorso dal sistema 118 Arezzo, presente dal maggio 2010 all’interno del software gestionale della CO 118 Arezzo;
•    un sistema di allarme e di comunicazione tra la Centrale 118 e i singoli cittadini formati utile alla loro attivazione in caso di arresto cardiaco e al raggiungimento del DAE più vicino al luogo dell’accaduto (sistema SMS Alert - App Progetto Vita).
Il punto fondamentale del progetto PAD Arezzo Cuore è il coinvolgimento e la sensibilizzazione dei cittadini: dato che era economicamente improponibile per la USL o altro ente pubblico permettersi l’acquisto di tutti i defibrillatori e le spese per la formazione, si è pensato di far nascere il progetto “dal basso”, cioè facendo sì che in ogni festa paesana si facesse una raccolta fondi per l’acquisto di un DAE utile al paese. I Comuni più grandi o più sensibili al progetto hanno provveduto a stanziare fondi per l’acquisizione di DAE che coprissero i “punti caldi” del proprio territorio.
Altri passi determinanti per il progresso del progetto sono:
•    il coinvolgimento delle scuole. Tutti gli insegnanti di educazione motoria della Provincia di Arezzo sono stati formati come istruttori del progetto Arezzo Cuore e questi insegnano agli studenti della scuola secondaria di primo grado e degli istituti superiori. Da circa 4 anni ogni studente che giunge alla maturità acquisisce nel proprio istituto la certificazione di esecutore Arezzo Cuore;
•    il coinvolgimento dei privati. Intesi sia come ditte che come associazioni onlus e quant’altro, che hanno fornito il supporto alla diffusione dei defibrillatori anche nei piccoli centri urbani della Provincia;
•    il coinvolgimento del mondo dello sport. Come sensibilizzazione degli sportivi, ma soprattutto come legislazione, che dal 1° luglio 2016 impone in Toscana la presenza di almeno 1 DAE (con personale presente in grado di usarlo) in ogni impianto sportivo e in ogni attività sportiva, sia ufficiale che amatoriale, sia in gara che in allenamento.
La tenuta del progetto e la continua motivazione dei cittadini formati è possibile anche grazie alle moderne tecnologie quali app e messaggistica per smartphone. Dato che uno dei principali intenti del progetto è quello di poter raggiungere (e quindi attivare o essere attivati) i cittadini formati, è proprio da queste forme di tecnologia informatica che è possibile trarre grandi vantaggi.
Dopo poco più di 5 anni dalla nascita del progetto PAD Arezzo Cuore possiamo dare i risultati ottenuti in tutta la Provincia.

Dati progetto Arezzo Cuore al 31.12.2016
Nel corso dei 7 anni dalla nascita del progetto Arezzo Cuore, nella Provincia di Arezzo sono stati raggiunti i numeri riportati in Tabella I.

Tab 1 mando

In Tabella II sono riportati i numeri assoluti dei risultati del progetto Arezzo Cuore a partire dal 2012.

Tab 2 mando
Del totale dei pazienti soccorsi il 16,31% ha avuto un ROSC. Se si considerano i soli arresti cardiaci occorsi in luogo pubblico (14,87% del totale) la percentuale di ROSC sale al 39%. Nel 34,75% dei casi all’arrivo del soccorso 118 era già in atto da parte degli astanti il massaggio cardiaco esterno. I pazienti con ROSC sono stati trasportati in ospedale e di questi il 19,92% direttamente in Emodinamica per eventuale rivascolarizzazione primaria. Dei pazienti con ROSC per arresto in ambito pubblico il 59% è stato dimesso dall’ospedale.
Di seguito vengono riportati sotto forma di grafico i principali risultati del progetto.

Fig 1 mando

Fig 2 mando

Fig 3 mando

Fig 4 mando

Fig 5 mando

 

Fig 6 mando

Fig 7 mando

Conclusioni
I risultati dei primi 7 anni di vita del progetto Arezzo Cuore forniscono dati incoraggianti: la popolazione ha risposto all’iniziativa in tutte e 5 le zone della Provincia di Arezzo, sono stati messi in sicurezza con i DAE i principali luoghi di aggregazione e quasi ogni paese della Provincia ha almeno 1 defibrillatore pubblico, la collaborazione della scuola e del mondo dello sport provinciale ha fatto prendere coscienza della lotta all’arresto cardiaco anche alle popolazioni più giovani. Inoltre le strutture ospedaliere e di area vasta hanno gestito i pazienti con ROSC ottenendo valori di sopravvivenza sovrapponibili a quelli presenti in letteratura.
Il 1° gennaio 2016 la Regione Toscana ha normato la riorganizzazione della Sanità con l’accorpamento delle vecchie USL in 3 grandi USL (Toscana Centro, Toscana Sud-Est, Toscana Nord-Ovest).
Nel settore dell’emergenza-urgenza questo ha significato la necessità di omogeneizzare modelli organizzativi diversi e, nello specifico per la USL Toscana Sud-Est, lo sviluppo di un unico progetto PAD aziendale per l’intero territorio delle 3 province di Arezzo, Siena e Grosseto.
Nel 2017 è stato realizzato un imponente lavoro di accorpamento delle 3 realtà provinciali in materia di defibrillazione precoce laica e questo ha prodotto già alcuni risultati: fin dai primi mesi del 2017 si è assistito alla prosecuzione del progetto Arezzo Cuore attraverso la copertura con DAE della città di Siena e degli stabilimenti balneari della Provincia di Grosseto, oltre ovviamente alla presenza di DAE in tutti gli impianti sportivi delle 3 province.
Infine è stata approntata per l’anno scolastico successivo l’organizzazione della formazione BLS e BLSD per tutti gli studenti della scuola primaria di secondo grado e degli istituti superiori.

Riferimenti normativi
•    DPR 120/2001;
•    DGRT 762/2002;
•    DGRT 468/2007;
•    LR Toscana n. 68 del 9 ottobre 2015 e regolamento attuativo;
•    protocollo di intesa tra Prefettura di Arezzo, Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Vigili del Fuoco, ASL 8 Arezzo e Fondazione Cesalpino Arezzo per l’“Utilizzo dei defibrillatori da parte delle Forze di polizia a competenza statale e dei Vigili del Fuoco”.

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