Malattia di Chagas in gravidanza

Lorenzo ZammarchiLorenzo Zammarchi, Laureato in medicina e chirurgia e specialista in malattie infettive. Nel 2013 ha conseguito il Certificato in “Travel Health” rilasciato dall’International Society of Travel Medicine. Da novembre 2018 è professore associato di malattie infettive (settore scientifico disciplinare MED/17) presso il Dip. di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università degli Studi di Firenze. Svolge attività clinica e di ricerca presso la SOD Malattie Infettive e Tropicali dell’AOU Careggi, Firenze presso i Centri di Riferimento della Regione Toscana per le Malattie Tropicali e quello per le Infezioni in Gravidanza.

 Lisa Romiti, Settore Organizzazione delle cure e percorsi cronicità, Regione Toscana

Marianne Strohmeyer, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica Università degli Studi di Firenze; Centro di Riferimento Regionale per la Regione Toscana per lo Studio e la Cura delle Malattie Tropicali, Firenze

Antonia Mantella, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica Università degli Studi di Firenze; Centro di Riferimento Regionale per la Regione Toscana per lo Studio e la Cura delle Malattie Tropicali, Firenze

Marta Tilli, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica Università degli Studi di Firenze

Michele Spinicci, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica Università degli Studi di Firenze; Centro di Riferimento Regionale per la Regione Toscana per lo Studio e la Cura delle Malattie Tropicali, Firenze

Michele Trotta, SOD Malattie Infettive e Tropicali, AOU Careggi, Firenze; Centro di Riferimento Regionale per la Regione Toscana per le Infezioni in Gravidanza, Firenze

Beatrice Borchi, SOD Malattie Infettive e Tropicali, AOU Careggi, Firenze; Centro di Riferimento Regionale per la Regione Toscana per le Infezioni in Gravidanza, Firenze

Gian Maria Rossolini, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica Università degli Studi di Firenze; SOD Microbiologia e Virologia, AOU Careggi, Firenze

Maria Grazia Colao, SOD Microbiologia e Virologia, AOU Careggi, Firenze

Patrizia Bordonaro, SOD Laboratorio Generale, AOU Careggi, Firenze

Viola Seravalli, SOD Ostetricia e Ginecologia, AOU Careggi, Firenze; Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi di Firenze

Mariarosaria Di Tommaso, SOD Ostetricia e Ginecologia, AOU Careggi, Firenze; Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi di Firenze

Luisa Galli, Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi di Firenze; SODc Malattie Infettive, Dipartimento Attività Integrate di Pediatria Internistica, AOU Meyer, Firenze

Leila Bianchi, SODc Malattie Infettive, Dipartimento Attività Integrate di Pediatria Internistica, AOU Meyer, Firenze

Carlotta Montagnani, SODc Malattie Infettive, Dipartimento Attività Integrate di Pediatria Internistica, AOU Meyer, Firenze

Marco Pezzati, Area Pediatrica, Neonatologia, USL Toscana Centro, Firenze

Sara Sollai, Area Pediatrica, Neonatologia, USL Toscana Centro, Firenze

Carlo Dani, Dipartimento di Neuroscienze, Area del Farmaco e Salute del Bambino, Università degli Studi di Firenze; Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale, AOU Careggi, Firenze

Maria José Caldes Pinilla, Centro Regionale Salute Globale, Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer, Firenze

Cecilia Berni, Direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale, Regione Toscana; Rete integrata delle malattie rare e dei difetti congeniti e sviluppo della rete dei punti nascita e della pediatria specialistica, Settore Qualità dei servizi e reti cliniche, Regione Toscana

Alessandro Bartoloni, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica Università degli Studi di Firenze; Centro di Riferimento Regionale per la Regione Toscana per lo Studio e la Cura delle Malattie Tropicali, Firenze; SOD Malattie Infettive e Tropicali, AOU Careggi, Firenze

 

La malattia di Chagas è una parassitosi endemica in America Latina dove la principale via di trasmissione è quella vettoriale. Essa può essere trasmessa anche per via materno-fetale da donne, generalmente asintomatiche, che ne sono affette. La malattia di Chagas congenita è nella maggior parte dei casi asintomatica alla nascita, ma, se non diagnosticata e trattata precocemente, mette a rischio il bambino di sviluppare danni d’organo. Secondo Delibera Regionale su tutto il territorio della Toscana, le gestanti nate in America Latina continentale (o a loro volta nate da madre nata in America Latina) hanno diritto a eseguire gratuitamente il test sierologico per la malattia di Chagas.

 

Parole chiave: malattia di Chagas, gravidanza, screening, America Latina


Cos’è la malattia di Chagas?

La malattia di Chagas, causata dal protozoo Trypanosoma cruzi, è endemica in America Latina continentale dove viene trasmessa principalmente per via vettoriale da cimici ematofaghe (triatomine). La malattia, che in area endemica è spesso acquisita in età pediatrica, è caratterizzata da una fase acuta iniziale, generalmente ipo-oligosintomatica che rimane misconosciuta nella maggioranza dei casi. Il soggetto infettato entra successivamente nella fase cronica della malattia, che nella maggior parte dei casi (~70%) rimane asintomatica per tutta la vita oppure, dopo una latenza di diversi anni, si manifesta con segni e sintomi di interessamento cardiaco (aritmie, cardiomegalia, scompenso cardiaco congestizio, morte cardiaca improvvisa) o del tubo digerente (megaesofago, megacolon).

I soggetti con infezione cronica, spesso inconsapevoli del loro stato, possono a loro volta trasmettere la malattia tramite emotrasfusioni, trapianto di organo e per via materno-fetale. Il rischio di trasmissione materno-fetale durante la gravidanza si aggira intorno al 5%. In caso di infezione del nascituro si parla di malattia di Chagas congenita. Quest’ultima è asintomatica alla nascita nella maggioranza dei casi (60-90%), con possibilità per il bambino o la bambina di sviluppare in seguito malattia cronica, mentre in una minoranza di casi possono essere presenti alla nascita segni e sintomi di una infezione sistemica grave (prematurità, basso peso alla nascita, epatomegalia, splenomegalia, anemia, ARDS, anasarca, miocardite, meningoencefalite).

Perché occuparsi della malattia di Chagas in Toscana?

In America Latina continentale, la malattia di Chagas rappresenta un rilevante problema di salute pubblica interessando oggi 6-8 milioni di persone. A causa del notevole incremento dei flussi migratori dall’America Latina verso i Paesi più industrializzati e della possibilità di trasmissione non vettoriale, la malattia di Chagas si pone oggi come problema sanitario emergente in numerose aree non endemiche, come l’Italia.

Il nostro paese è il secondo in Europa e il terzo al mondo (dopo Stati Uniti e Spagna) per numero di migranti accolti dall’America Latina. Nel 2017, secondo i dati ISTAT in Italia erano presenti 302.249 migranti latino-americani, di cui 185.008 donne. Utilizzando la sieroprevalenza nei paesi di origine, si può ipotizzare che in Italia siano affette da malattia di Chagas fra le 4.700 e le 9.700 persone, di cui 2.900-5.900 donne.

Alla luce dei nuovi scenari epidemiologici, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in collaborazione con alcuni delegati dei Paesi Europei, ha redatto un documento ufficiale che sottolinea la problematica emergente della malattia di Chagas in Europa e raccomanda alle autorità sanitarie locali l’implementazione di adeguate misure per il controllo e la prevenzione.

Al momento, in Italia programmi di screening tramite test sierologico delle donne in gravidanza latino-americane sono stati introdotti soltanto in alcune realtà quali ad esempio la provincia di Bergamo e la Regione Toscana.

Il programma “Chagas in gravidanza” della Regione Toscana

Con le Delibere numero 489 del 04-06-2012, numero 659 del 25-05-2015 e numero 565 del 23-04-2019 la Regione Toscana ha incluso tra gli esami gratuiti da eseguire in gravidanza il test per la malattia di Chagas per le donne provenienti dall’America Latina continentale o nate da madre proveniente da tale area.

Il test di laboratorio dovrebbe essere eseguito nel primo trimestre di gravidanza, ma qualora questo non fosse possibile, il test potrà comunque essere eseguito successivamente durante il corso della gravidanza o al parto.

Esso prevede un semplice prelievo di sangue venoso sul quale viene eseguito un esame sierologico per la ricerca di anticorpi contro T. cruzi.

La donna che risulti positiva all’esame sierologico potrà essere sottoposta a indagini idonee per stabilire lo stadio della malattia e, dopo l’allattamento, al trattamento antiparassitario. Il trattamento, a base di benznidazolo, è infatti controindicato in gravidanza e in corso di allattamento.

Il riscontro di infezione materna permetterà la valutazione del neonato attraverso esami parassitologici, biomolecolari e sierologici e, in caso di documentata infezione congenita, sarà sottoposto al trattamento antiparassitario.
L’efficacia del trattamento della Malattia di Chagas congenita approssima il 100% se questo è iniziato nel primo anno di vita del bambino.

Prossimi passi

Da una valutazione preliminare dei dati, si evince che dal 2012 a oggi il programma ha raggiunto il 30-40% delle gravidanze a rischio in Toscana. La percentuale risulta sensibilmente più bassa al di fuori di AOU Careggi, dove un progetto pilota era già stato avviato nel 2008. Da qui la necessità di promuovere capillarmente la conoscenza del “Programma di prevenzione e controllo della malattia di Chagas congenita della Regione Toscana” a tutti i professionisti coinvolti, tramite eventi di sensibilizzazione e formazione rivolti a ostetriche, medici di medicina generale, ginecologi, neonatologi, pediatri e assistenti sanitari.

Presso l’AOU Careggi negli scorsi mesi si è svolto un corso di formazione intitolato “Chagas in gravidanza”: il programma della Regione Toscana” rivolto principalmente a ostetriche e medici (in particolare ginecologi, medici di famiglia e pediatri). Il corso, della durata di mezza giornata, sarà ripetuto nei giorni:

09/09/2019, ore 14.00-19.00;

30/09/2019, ore 8.00-13.00;

14/10/2019, ore 14.00-19.00.

L’iscrizione online è disponibile sul sito di AOU Careggi nella sezione Formazione>Corsi e Convegni (http://www.aou-careggi.toscana.it/internet/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=44&Itemid=956&lang=it).
L’iniziativa è inserita nel percorso regionale per l’attivazione dei crediti ECM.

zecca chagas 

Alcune note pratiche

Nazionalità delle gestanti che devono essere sottoposte a screening: il test sierologico per malattia di Chagas è raccomandato alle donne in stato di gravidanza nate nei seguenti paesi: Argentina, Belize, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Guyana, Guyana Francese, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Suriname, Uruguay, Venezuela, oppure nate da madre a sua volta nata in uno di questi Paesi.

Modalità di richiesta: la richiesta per l’esame sierologico deve essere redatta dal medico che segue la gestante a rischio (per esempio può effettuala il medico di medicina generale, il ginecologo o un altro medico di fiducia della gestante) sul ricettario regionale specificando “Anticorpi per malattia di Chagas” oppure “T. cruzi (Malattia Chagas IgG) - Codice Dema 8379” e, affinché la gestante possa ottenerre l’esenzione dalla quota di partecipazione alla spesa, “Test in gravidanza a rischio per malattia di Chagas”. Inoltre dovrà essere riportata la nota di esenzione M50.

NB: la richiesta su ricettario regionale è sempre necessaria; NON è sufficiente la presentazione da parte della gestante del libretto di gravidanza.

Per ulteriori informazioni, suggerimenti o per segnalare eventuali problemi logistici contattare: Centro di Riferimento Regionale Toscano per lo Studio e la Cura delle Malattie Tropicali, AOU Careggi. Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

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