MEDICE CURA TE IPSUM

L’Ufficio di Sanità Pubblica della ASL Toscana Centro ha comunicato che al 10 gennaio 2017 era già pervenuta la notifica di 7 casi di morbillo. Tre sono medici e quattro sono stati contagiati da questi.
Dal momento che la vaccinazione contro il morbillo è entrata in uso in Italia negli anni ’80 è ovvio che la massima parte dei medici non sia vaccinata. Il problema è che un professionista sanitario che non è stato vaccinato e non ha contratto la malattia deve sentire l’obbligo deontologico di vaccinarsi per evitare di contagiare le persone che ha in cura. È una questione di sensibilità, oppure l’idea di essere in qualche modo “vaccinato” per il lavoro che fa, oppure una semplice dimenticanza o preoccupazione per qualche evento avverso.
Quel che manca oggi ai medici è il tempo da dedicare alla relazione e quindi a convincere le persone del valore delle vaccinazioni. Questo è un problema da affrontare con fermezza nell’organizzazione del lavoro quotidiano, ma in realtà i professionisti sanitari, e i medici in particolare, non dovrebbero trovarsi nella contraddizione di convincere le persone a vaccinarsi considerando se stessi al di sopra delle malattie.
È un obbligo morale al quale è bene attenersi.

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