Medicina d’urgenza. Metodologia clinica

Stefano Grifoni con la collaborazione di Barbara Casanova - Edizioni Piccin Nuova Libraia  Prezzo 285 euro


medicina urgenza

In questi ultimi anni la medicina di urgenza ha avuto grande sviluppo e, anche in rapporto al travolgente sviluppo della tecnologia, si sono create le condizioni per la velocizzazione dell’approccio al paziente. Tuttavia, se i giovani colleghi si sono appassionati alle tecniche cui affidano sempre più spesso le risposte diagnostiche e terapeutiche, resta l’impressione che i computer, la tecnologia in genere, abbiano allontanato i medici dalla riflessione critica, dalla comprensione dei meccanismi alla base della patologia e soprattutto dalla identificazione reale delle problematiche soggettive del paziente.
L’ascolto del paziente si è ridotto al minimo, sostituito dalla raccolta di parametri e di dati strumentali: l’esame obbiettivo si riduce sempre più al sintomo riferito dal paziente e le ipotesi diagnostiche rimangono solo ipotesi. Si è perso il processo di metodologia clinica, che molto spesso si esaurisce nei protocolli e nelle flow chart. La diagnosi in urgenza è prevalentemente algoritmica, ma ciò non toglie che nella moderna prassi del dipartimento di emergenza si debba tendere ormai a un inquadramento casistico quanto più esaustivo. La stessa osservazione breve ha questo significato, non quello di un mero deposito in attesa del posto in reparto.
Stefano Grifoni, di cui dobbiamo apprezzare il coraggio e la competenza, si è sobbarcato in corsa solitaria la stesura di un ponderoso trattato in due tomi con il quale intende affrontare ogni problema possibile nel sistema di emergenza urgenza di un grande ospedale moderno. Un testo che propone un approccio metodologico al paziente in grado di creare all’interno di una problematica clinica un percorso diagnostico-strumentale pratico e ideale. L’approccio, particolarmente moderno, prende sempre avvio dall’accoglienza che rappresenta sempre di più un momento fondamentale per il successivo iter diagnostico e terapeutico. Infatti mai come nel momento dell’urgenza il paziente sente il bisogno di concretezza e insieme di sensibilità umana. Possiamo dire che questa attenzione alla dimensione relazionale di ogni caso, di ciascuna persona che si presenta, rappresenta uno dei più importanti lasciti della scuola fiorentina di emergenza urgenza, il rapporto umano anche nel momento, l’urgenza, in cui la tecnologia sembra prevalere.
In complesso ne sono nati due volumi che si riveleranno particolarmente utili ai giovani medici, non solo ma anche potranno fungere da supporto ai medici esperti pur ritenendo che la diagnosi molto frequentemente venga raggiunta con l’esperienza, la intuizione e la dedizione all’arte medica. Un lavoro così vasto è stato reso possibile dal sostegno e dall’incoraggiamento del Console Generale della Repubblica del Perù. Un lavoro che certamente è un successo della scuola fiorentina, che ha preso sviluppo per l’opera infaticabile del Prof. Giancarlo Berni.

Bruno Rimoldi

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Si informano i lettori di Toscana Medica che sarà di prossima pubblicazione un forum dal titolo “LA FRAGILITA’ OSSEA: UN PROBLEMA CHE POSSIAMO AFFRONTARE MEGLIO”. Si ringrazia la

lilly

per il proprio contributo non condizionante.

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