Piccola storia della Sanità fiorentina

PAOLO NARDI Angelo Pontecorboli Editore

Sul piano professionale Paolo Nardi è un chirurgo maxillo, faciale in pensione dopo una lunga e onorata carriera ma, come molti colleghi, è anche un professionista che, innamorato del suo lavoro, lo vuol studiare e conoscere non solo nell’affascinante futuro che la medicina moderna prepara ma anche nelle radici storiche e sociali che danno, ai medici e ai cittadini, il senso di un percorso di civiltà faticosamente intrapreso e certamente non concluso. Da questa passione di storico e di umanista è nato un elegante e prezioso libretto pubblicato da Angelo Pontecorboli Editore, La medicina a Firenze nella seconda metà dell’Ottocento che narra in brevi e densi capitoli l’evolversi della sanità fiorentina nei suoi diversi aspetti, il volontariato, gli ospedali, la maternità, la farmacia, il lavoro del medico, l’apporto della scuola fiorentina alle conoscenze mediche, dalle tragiche condizioni di inizio Ottocento ai primi provvedimenti verso la modernità. Firenze, la bella e gentile Firenze, appariva a un attento viaggiatore del primo Ottocento come un posto “sudicio, indecente, incomodo, indegno della civiltà”. Pochi ingegni, nonostante un’amministrazione non sempre adeguata, compresero le ragioni sociali dei malanni che affliggevano la popolazione ed ebbero la volontà di avviare un lento percorso di rinascita. Una storia che ha molto da insegnare ancora oggi, quando l’improvvisa svolta economica e politica della globalizzazione riaccende disuguaglianze e rinnova condizioni di povertà da cui nasce la maggior parte delle malattie. E i rischi primari sono diversi da quelli ottocenteschi ma non meno incisivi sulla salute. Grande fu allora l’apporto dei medici fiorentini e questa è una delle ragioni per leggere questo piccolo e incisivo testo, piacevole anche per l’iconografia che lo correda.
Antonio Panti

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