Antropologia medica del dolore

Pierluigi Zucchi, Bonifacio Honings, Stefano Tarocchi
Nuova MCS Edizioni


Antonio PantiUn tema affascinante quello affrontato in un voluminoso tomo da Pierluigi Zucchi, Bonifacio Honings e Stefano Tarocchi, con la collaborazione di un nutrito gruppo di medici e antropologi, pubblicato da Nuova MCS Edizioni, con il contributo della CEI. Dotato di una buona iconografia e di testo inglese a fronte, contiene una ottima descrizione dello stato dell’arte della fisiopatologia e della terapia dei diversi tipi di dolore che affliggono l’uomo. Tuttavia il perno filosofico del libro si fonda sulla affermazione che “la malattia rende capace l’uomo di adempiere la missione che Dio gli ha affidato”, che “nel verificarsi della malattia esiste uno stretto rapporto tra comportamento etico e patologia”, che “il dolore fisico e la sofferenza morale portano l’uomo a avvicinarsi alla dimensione spirituale e quindi alla conoscenza di Dio e questa alla fede.” Vi è insomma una doppia via del dolore, una biologica, trattabile con farmaci, e una spirituale, che nasce dalle connessioni neuronali che spiegano sia l’influenza positiva della preghiera sul dolore che la interruzione del rapporto tra uomo e Dio quale patogenesi della percezione dolorosa. La trascendenza sembrerebbe il fondamento della resilienza nonché del legame tra peccato originale e algopatologia. Una formula che riguarda anche gli agnostici e, in effetti, ogni meditazione sulla vita rafforza il coping. Qualche sorpresa provocano queste tesi apparse oltre due secoli dopo la pubblicazione dei “prolegomeni a ogni futura metafisica...”. Una visione che confina col panteismo, Deus sive natura. Gli autori descrivono anche una ricerca tesa a dimostrare che la preghiera dà risultati migliori del placebo, senza pretendere che sia inserita nei LEA. Insomma un tentativo di mettere insieme teologia e neuroscienze in cui la fede prevale sulla scienza, meglio i paradigmi della prima su quelli della seconda. Ma la scienza si fonda sul rifiuto che qualsiasi problema possa essere risolto ricorrendo alla fede quale “argomento delle non parventi”.


Antonio Panti

In Evidenza

Si informano i lettori di Toscana Medica che sarà di prossima pubblicazione un forum dal titolo “LA FRAGILITA’ OSSEA: UN PROBLEMA CHE POSSIAMO AFFRONTARE MEGLIO”. Si ringrazia la

lilly

per il proprio contributo non condizionante.

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