È dovere del medico conoscere i delitti di lesione personale

Prof. Mario Graev  già Ordinario di Medicina Legale e delle Assicurazioni nella Facoltà di Medicina e Chirurgia nella Università di Firenze.


Mario GraevIl medico sia privato (esercente un servizio di pubblica necessità, art. 359 c.p.) che pubblico (pubblico ufficiale, art. 357 c.p. o incaricato di un pubblico servizio art. 358 c.p.) deve conoscere i delitti di lesione personale in quanto la loro conoscenza li obbliga a redigere il referto o il rapporto.

Si ricorda che i delitti di lesione personale sono di natura dolosa o colposa.
Ripassiamo qualche pagina importante della medicina legale: il delitto di lesione personale dolosa è contemplato agli artt. 582, 583, 585 del c.p.
L’art. 5821 contempla un delitto di lesione personale dolosa lievissima (stato di malattia non superiore a 20 giorni) ed il delitto di lesione personale lieve quando lo stato di malattia supera i 20 giorni, ma non i 40 giorni.
Di questi due delitti, solo in quello di lesione personale dolosa lievissima non deve essere redatto il referto in quanto non trattasi di un delitto perseguibile di ufficio, mentre deve essere redatto nel delitto di lesione personale lieve come pure nel delitto di lesione personale dolosa grave e gravissima di cui all’art. 5832.
I delitti di lesione personale lieve, grave e gravissima sono delitti perseguibili di ufficio e pertanto, come già riferito, vi è l’obbligo del referto, mentre i delitti di lesione personale dolosa lievissima è perseguibile a querela di parte.
Da quanto sopra detto risulta che solo nel delitto di percosse (art. 581 c.p. nota 3) e nel delitto di lesione personale dolosa lievissima non deve essere redatto il referto. Il discorso non finisce qui in quanto se ricorrono le circostanze aggravanti giuridiche, contemplate nell’art. 5853 per cui anche se la durata dello stato di malattia sia inferiore a 20 giorni, per la natura del mezzo lesivo usato, e per la qualità della persona offesa il delitto è perseguibile di ufficio.
Ne risulta allora che nel delitto di lesione personale lievissima, particolare attenzione va posto alla natura del mezzo lesivo ed alla qualità della persona offesa (art. 585) in quanto se la lesione anatomo-funzionale è prodotta da un’arma bianca, un’arma da fuoco, da un’arma di cui è vietato il porto anche se lo stato di malattia è di 20 giorni, va redatto il referto.
Il medico si chiederà come sia possibile che debba conoscere tutte queste cose che hanno una finalità giuridica e giudiziaria e che pertanto interessano i giudici e gli avvocati.
Il delitto di lesione personale colposa contempla tre fattispecie: quello di delitto di lesione personale colposa semplice (art. 5904 c.p., stato di malattia non superiore ai 40 giorni) e quello di lesione personale colposa grave e gravissima (art. 590 e disposto art. 583).
Prima del 1981 il delitto di lesione personale colposa grave e gravissima erano procedibili di ufficio, mentre quello di lesione personale colposa semplice ossia quando lo stato di malattia non era superiore ai 40 giorni era perseguibile a querela della parte offesa.
Dopo il 1981 i delitti di lesione personale semplice grave e gravissima sono considerati delitti a querela di parte con l’eccezione che se si tratta di un infortunio o di una malattia professionale vi è l’obbligo del referto, ossia quando siano commessi con violazione delle norme della prevenzione degli infortuni sul lavoro o relativi all’igiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale (art. 92 legge 24/11/1981 n. 689).
Non si trascuri che il delitto di percosse e il delitto di lesione personale possono travalicare nel delitto di omicidio preterintenzionale contemplato all’art. 584 c.p. che così recita: “Chiunque con atti diretti a commettere uno dei delitti preveduti dagli articoli 581 e 582, cagiona la morte di un uomo, è punito con la reclusione dai dieci a diciotto anni”.
Addirittura è omicidio preterintenzionale allorquando la vittima per evitare una percossa cade e per essere portatore di una teca cranica sottile riporta fratture comminute multiple e focolai contusivi corticali cui consegue un edema cerebrale mortale; come si vede, anche nel tentativo di percuotere si può determinare un omicidio. Omicidio detto preterintenzionale in quanto l’agente non ha l’intenzione di uccidere ma l’effetto va al di là della sua intenzione in quanto questa era diretta solo a percuotere o a ledere! Nel delitto di lesione personale quando la vittima muore per le complicazioni settiche di una ferita di per se non mortale, oppure la morte consegue all’atto di ledere: ad esempio, una persona inseguita da un avversario che vuole ferirla, nell’atto di fuggire precipita in un dirupo e vi trova la morte.
A parere del sottoscritto solo il medico conosce bene il delitto di lesione personale di cui abbiamo riferito in precedenza.
Anche il magistrato più attento non può essere a conoscenza di tutti gli elementi per la valutazione del delitto di lesione personale in quanto sprovvisto di cultura biologica!
Ad esempio, come può un magistrato o un avvocato comprendere a pieno il ricorso del pericolo per la vita contemplato all’art. 583 c.p. che rappresenta una fattispecie del delitto di lesione dolosa e colposa grave. Come può inoltre valutare se sussista indebolimento permanente di un organo ed un senso già indeboliti prima della lesione! Solo il medico, soprattutto il medico legale valuterà con criteri tecnici e di buon senso se l’aggravamento causato dalla lesione e di tale rilievo da rappresentare di per se stesso un indebolimento permanente.
Anche l’avvocato che talora al processo conduce con sé borsate di libri sul delitto di lesione personale gli sfuggirà sempre qualcosa per la comprensione di tale delitto in quanto sprovvisto di cultura biologica!
Il medico si domanderà anche come sia possibile che oltre la cultura biologica debba avere anche una cultura giuridica? A pensarci bene il discorso giuridico può risultare anche semplice. E, se è vero che i delitti perseguibili di ufficio sono numerosi, quelli a querela di parte sono molto pochi. Li ricordiamo per rendere più facile il compito del medico.
Questi sono: il delitto di percosse, il delitto di lesione personale dolosa lievissima, salvo che non ricorrono le aggravanti giuridiche (art. 5855), tutti i delitti di lesione personale colposa (semplice grave e gravissima ad eccezione di quelli riferibili agli infortuni sul lavoro ed alle malattie professionali).
Inoltre il referto non va redatto quando esporrebbe la persona assistita a procedimento penale (art. 384; 4 c.p.p. e art. 365 c.p.).

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1) LESIONE PERSONALE: chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione (23) da tre mesi a tre anni. Se la malattia ha una durata non superiore ai venti giorni, e non concorre alcuna delle circostanze aggravanti previste dagli articoli 583 e 585, il delitto è punibile a querela della persona offesa.
2) ART. 583 AGGRAVANTI BIOLOGICHE: la lesione personale è grave, e si applica la reclusione da tre a sette anni; 1) se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni; 2) se il fatto produce l’indebolimento permanente di un senso o di un organo; 3) se la persona offesa è una donna incinta e dal fatto deriva l’acceleramento del parto. La lesione personale è gravissima, e si applica la reclusione da sei a dodici anni, se dal fatto deriva; 1) una malattia certamente o probabilmente insanabile; 2) la perdita di un senso; 3) la perdita di un arto, o una mutilazione che renda l’arto inservibile, ovvero la perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave difficoltà della favella; 4) la deformazione, ovvero lo sfregio permanente del viso; 5) l’aborto della persona offesa (585,587; c.n. 1151).
3) ART. 585: Agli effetti della legge penale per armi s’intendono:1) quelle da sparo e tutte le altre la cui destinazione naturale è l’offesa alla persona; 2) tutti gli strumenti atti ad offendere, dei quali è dalla legge vietato il porto in modo assoluto, ovvero senza giustificato motivo. Sono assimilate alle armi le materie esplodenti e i gas asfissianti o accecanti.
4) ART. 590 C.P.: Chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni. Se la malattia ha una durata non superiore ai venti giorni e non concorre alcuna delle circostanze aggravanti previste negli artt. 583 e 585, ad eccezione di quelle indicate nel n. 1 e nell’ultima parte dell’articolo 577, il delitto è punibile a querela della persona offesa.
5) Omicidio volontario (art. 575 C.P.), omicidio colposo (art. 589 C.P.) omicidio preterintenzionale (art. 584 C.P.), omicidio del consenziente (art. 579 C.P.), morte o lesione conseguenti da altro delitto (art. 586 C.P.), istigazione o aiuto al suicidio (art. 580 C.P.), infanticidio in condizioni materiale e morale (art. 578 C.P.) con le dovute eccezioni (quando si espone la donna assistita a procedimento penale, quando non è certa la causa naturale del decesso e se ne sospetti motivatamente la responsabilità di terzi), delitti contro la incolumità individuale che, come abbiamo già visto nella nota sono: lesione personale volontaria che determina uno stato di malattia superiore ai 20 giorni, oppure quando la durata della malattia è inferiore a tale periodo, ma si configurano circostanze aggravanti specifiche della lesione personale (lesione personale volontaria grave o gravissima) art. 583 C.P. oppure quando ricorrono circostanze aggravanti generiche (art. 585 C.P.) , lesione personale colposa grave (superiore ai 40 giorni) o gravissima (malattia certamente o probabilmente insanabile) limitatamente ai fatti commessi con la violazione nelle norme con la prevenzione per gli infortuni sul lavoro (art. 590 C.P. e LG 689/281 o relative alla tutela dell’igiene del lavoro). Delitti contro la incolumità pubblica: attività pericolose o dannose per la salute pubblica che espongono al pericolo di epidemia ed intossicazione (Art. 438-439-440-441-442-443-445 C.P.). Delitti contro la libertà sessuale, nei confronti di persone che al momento del parto non abbia compiuto anni 14, dal genitore anche adottivo, dal convivente, dal tutore, ovvero da altra persona cui il minore si è affidato per ragioni di cura, di istruzione, di vicinanza o custodia, dal pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico esercizio e di pubblica funzione se è connessa ad altro delitto per il quale si deve procedere di ufficio, se la persona offesa non ha compiuto anni 10. I delitti di interruzione di gravidanza: tutte le interruzioni dolose preterintenzionali e colpose di gravidanza. Delitti di manomissione del cadavere: il vilipendio, la distruzione, l’occultamento e l’uso illegittimo di cadavere, delitti contro la libertà individuale, il sequestro di persone, la violenza privata, la minaccia aggravata e l’incapacità procurata mediante violenza. Delitti contro la famiglia: l’abuso ed i mezzi di correzione o di disciplina ed i maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli.

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Si informano i lettori di Toscana Medica che sarà di prossima pubblicazione un forum dal titolo “LA FRAGILITA’ OSSEA: UN PROBLEMA CHE POSSIAMO AFFRONTARE MEGLIO”. Si ringrazia la

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per il proprio contributo non condizionante.

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