"Dottore, ho letto su Internet..."

Gianfranco Vitiello  Medico in formazione specialistica, Scuola di Specializzazione in Allergologia e Immunologia Clinica, Università degli Studi di Firenze.


Vitiello GianfrancoGentile direttore,
recentemente è scoppiato un dibattito che di tanto in tanto torna in auge nei media, sul tema delle vaccinazioni. A differenza delle altre volte la protesta è sembrata molto più strutturata, in quanto è stata avanzata una proposta oggettiva: libertà di scelta per i genitori. È tuttavia libera una scelta fatta da un individuo non correttamente informato?
Per quanto non sia facile rispondere, è certo che il medico dovrebbe essere il punto di riferimento per l’informazione di queste persone. Al contrario, da questo punto di vista il medico passa sempre più in secondo piano rispetto ad altre fonti di informazione alternative. In sostanza, il paziente prima di consultare il proprio medico, si rivolge sempre più ai motori di ricerca: lì scrive i propri sintomi, le proprie preoccupazioni ed è lì che spera di ottenere l’informazione che cercava.
Invito lei, così come tutti i professionisti che ci leggono, a cercare su Google un qualche sintomo o una qualche sindrome. Troverete tra i risultati testate più o meno attendibili suggerenti rimedi “della nonna”, soluzioni fai da te e soprattutto rimedi “alternativi” per la cura di ogni malattia che sorpassano siti istituzionali e scientificamente attendibili. Personalmente, in poco tempo sono riuscito a trovare santoni che promettono di far ricrescere i denti e siti che propongono cure miracolose a base di limone e bicarbonato, solo per fare degli esempi. Per non parlare di tutte le cure alterative contro la patologia neoplastica o dei siti che descrivono minuziosamente le sostanze nocive contenute nei vaccini.
Secondo il mio modestissimo parere di specializzando alle prime armi, che della materia ha ancora molto (troppo) da imparare, ciò che manca al paziente in questo momento è un’appropriata divulgazione scientifica. Il medico, in un mondo in cui l’informazione è massificata, non può e non deve restare confinato tra le pareti del suo ambulatorio.
Quali, allora, le soluzioni possibili? Prima di tutto, vale il detto “conosci il tuo nemico”. Precedete i dubbi dei vostri pazienti informandovi sulla rete, pretendendo di essere persone non esperte in materia scientifica.
In secondo luogo, non trattenetevi dallo smentire eventuali articoli o notizie palesemente false o poste in maniera eclatante solo per attirare il lettore (degli esempi sono il recente caso Stamina e vari articoli che mensilmente ci ricordano che è stata trovata la cura per il cancro).
In conclusione, vorrei richiamare alla vostra attenzione gli articoli 56 e 57 del nostro Codice Deontologico (Il medico […] non divulga notizie che alimentino aspettative o timori infondati). Gli Ordini dovrebbero avere il coraggio di intervenire con fermezza ai primi segni di infrazione di questi articoli, senza aspettare che il problema si amplifichi al punto da diventare caso mediatico, come recentemente successo in diverse occasioni, rischiando di consentire maggiore visibilità a tali presunti curatori.

 

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