I danni dei pesticidi sulla salute umana

Melissa Frulloni  Rapporti con i Media per ISDE Italia.


Sui suoli italiani vengono distribuiti ogni anno circa 140.000 tonnellate di pesticidi, con una media di circa 5 kg per ettaro ed un massimo di oltre 10 kg in Veneto e in provincia di Trento. 

Queste sostanze, nate dall’esperienza bellica e utilizzate per difendere le colture da altre forme di vita ritenute dannose, comportano effetti negativi non solo sulle proprietà fisico/chimiche dei suoli, sulla qualità delle acque, ma anche sugli organismi viventi, sugli ecosistemi e sulla stessa salute umana. L’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), ad esempio, ha riscontrato una “ampia diffusione della contaminazione delle acque italiane trovando residui nel 56,9% delle acque superficiali e nel 31% delle acque sotterranee; complessivamente sono state ritrovate 175 sostanze, in aumento rispetto agli anni precedenti e ben 36 diversi pesticidi in un unico campione!”.
Va anche ricordato che 15 pesticidi, insieme a diossine e PCB, sono stati inclusi nella Convenzione di Stoccolma, stilata per difendere la salute umana dai composti organici persistenti, i POP’s (Persistent Organic Pollutants), ma purtroppo l’Italia, pur avendola sottoscritta, è l’unico Paese in Europa a non averla ancora ratificata.
L’esposizione a pesticidi che più interessa per le conseguenze sulla salute umana è quella cronica, ovvero quella che avviene a dosi “piccole” e prolungate nel tempo e che può realizzarsi non solo per motivi occupazionali, ma anche in generale per tutta la popolazione.
Va anche ricordato che sono centinaia i principi attivi presenti sul mercato, purtroppo i test tossicologici vengono generalmente eseguiti sui singoli composti e non sulle formulazioni commerciali, rendendo complessa la conoscenza dettagliata delle conseguenze dei pesticidi sulla salute umana. È comunque ormai assodato che queste sostanze possono provocare alterazioni di svariati organi e sistemi dell’organismo umano come quello nervoso, endocrino, immunitario, renale. L’esposizione ai pesticidi comporta un incremento di cancro, diabete, patologie respiratorie e cardiovascolari, disturbi della sfera sessuale disfunzioni metaboliche ed ormonali, malattie neurodegenerative e soprattutto danni al cervello.
Vogliamo riportare quanto emerso da una recente analisi effettuata dell’Università di Berkeley (http://rspb.royalsocietypublishing.org) che ha esaminato 115 ricerche scientifiche per confrontare agricoltura biologica e convenzionale: “è importante ricordare che il nostro attuale sistema agricolo produce molto più cibo di quanto sia necessario per sfamare il pianeta. Per sradicare la fame nel mondo è necessario aumentare l’accesso al cibo, non solo la produzione. Inoltre, aumentare la percentuale di agricoltura che utilizza metodi biologici e sostenibili non è una scelta, è una necessità. Non possiamo semplicemente continuare a produrre cibo senza prenderci cura del nostro suolo, dell’acqua e della biodiversità”.
Affinché non debba ulteriormente crescere l’elenco delle “lezioni imparate in ritardo da pericoli conosciuti in anticipo” (www.eea.europa.eu/publications/late-lessons-2) crediamo che si debba promuovere senza esitazioni una agricoltura di tipo biologico, la sola in grado di rispettare, ancor prima dell’ambiente, la salute umana ed in special modo quella delle generazioni a venire.

 

Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Il nostro sito utilizza i cookies per offrirti un servizio migliore.

Se vuoi saperne di più o avere istruzioni dettagliate su come disabilitare l'uso dei cookies puoi leggere l'informativa estesa

Cliccando in un punto qualsiasi dello schermo, effettuando un’azione di scroll o cliccando su Accetto, presti il consenso all’uso di tutti i cookies.