Un evento lungamente atteso

Franco Scarpa, Psichiatra, già Direttore Sanitario OPG Montelupo Fiorentino.

Franco ScarpaGentilissimo Direttore,    
come lei avrà ormai saputo, finalmente l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino è chiuso. Anche la Regione Toscana ha portato a compimento il percorso, avviato sul piano normativo con il DPCM del 1 aprile del 2008 e completato con la Legge 81 del 2014, teso a chiudere l’infelice esperienza di una struttura penitenziaria cui era attribuita una funzione di curare pazienti psichiatrici autori di reato. Negli ultimi due anni, dal 1 aprile 2015, ben 110 pazienti sottoposti a misura di sicurezza, o detenuti accolti da tale struttura per infermità mentale sopravvenuta dopo la sentenza, sono stati dimessi, per fare rientro in strutture dei Servizi Psichiatrici ordinari del territorio, o essere trasferiti nelle nuove strutture, non penitenziarie ma allestite e gestite dal Servizio Sanitario Nazionale, denominate REMS (Residenze per Esecuzione di Misure di Sicurezza Detentive).
Molti hanno svolto un compito importante nel consentire di realizzare tale obiettivo, sia quelli che hanno agito sul piano politico, economico e propositivo, sia quanti hanno messo a disposizione risorse e strutture, con un attivismo che spesso nel passato non avevamo avuto occasione di cogliere.  Indubbiamente è stato necessario, e indispensabile, avere un sostegno ed una concreta partecipazione di molteplici organismi e Istituzioni pubbliche per attuare un percorso così ambizioso e difficile, per molti versi considerato da molti rischioso e avventato (pensate, chiudere i Manicomi Criminali e affidare a personale sanitario il compito di prendersi cura di soggetti pericolosi, senza l’ausilio di poliziotti). Ma ciò è avvenuto: le risorse che prima latitavano sono state individuate, l’interesse dei Servizi Pubblici verso il destino delle persone internate è aumentato e si è mantenuto sempre elevato ed infine l’attenzione mediatica e politica, almeno fino ad ora, non è venuta meno: tutto questo ha consentito di mantenere sempre alta la spinta e la tensione verso il raggiungimento dell’obiettivo finale della chiusura.
Qualcosa forse è sfuggito: gli operatori che durante tutti questi anni hanno continuato a lavorare in condizioni ancora proibitive e penalizzanti non hanno a mio parere ricevuto la doverosa attenzione ed un giusto riconoscimento. Per quasi tutti, dopo l’esperienza di lavoro in OPG quasi sempre pluriennale, si sono aperte altre strade e nuovi incarichi all’interno dell’Azienda, con maggiore o minore soddisfazione. Ma un’esperienza come il lavoro in una struttura come l’OPG non può essere dimenticata facilmente da chi l’ha vissuta. Analogamente, non deve cadere nella dimenticanza quanto è accaduto: ricordare e comprendere serve a non avere la tentazione di cadere di nuovo in ambiguità ed errori nel futuro.
Personalmente, nel mio ruolo di Responsabile sanitario di tale struttura sento il dovere di ringraziare tutti gli operatori sanitari per la collaborazione che hanno garantito nella difficile gestione dell’OPG, superando tutte le difficoltà affrontate soprattutto negli ultimi anni, e nel percorso che ha portato alla chiusura di tale struttura.
Il lavoro svolto da tutto il personale sanitario ha rappresentato una risorsa preziosa e risolutiva per portare a termine tale compito e l’esperienza acquisita non dovrà essere dispersa.
Quale miglior modo per dire queste cose e ringraziare i colleghi se non attraverso l’organo ufficiale dei medici per cui ringrazio, e saluto, il Direttore Antonio Panti per l’ospitalità.

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