leggi razziali

I medici, le leggi razziali del 1938 e la Shoah (Olocausto)

Franco BellatoFranco Bellato, Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Pisa, specializzato in Psichiatria all’Università degli Studi di Firenze, psicoterapeuta analitico, docente di Fondamenti Storici ed Epistemologici della Psicologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degi Studi di Pisa

 


Il 27 gennaio la Repubblica italiana con Legge 211 del 2000 ha decretato Giornata della Memoria, in ricordo della liberazione da parte dell’Armata Rossa nel 1945 del campo di sterminio di Auschwitz Birkenau, vicino a Cracovia, splendida città della Polonia. Nel 2005 l’ONU ha esteso la Giornata agli Stati membri con Risoluzione 60/7. È necessario oggi più che mai per i medici giovani e meno giovani ricordare, informare, studiare quanto è accaduto ed è andato incontro a responsabilità, diniego, superficialità, indifferenza, opportunismo, freddezza, distanza, silenzio da parte di molti medici italiani eccetto pochi esempi luminosi che hanno onorato il primo dovere fondamento della professione medica: alleviare e sanare, ove possibile, la sofferenza umana fisica e psichica senza distinzione di razza, sesso, religione, nazionalità, condizione sociale, ideologia. Medici sono tra gli autori del Manifesto fascista sulla purezza della razza del 14 luglio 1938, vergognoso esempio di cosa “la scienza” asservita alla ideologia e alla politica imperante abbia prodotto. In questo caso “la scienza” ha sbagliato totalmente perché non si è basata su dati scientifici, ma su affermazioni di nessun valore. Esempio: esistono grandi razze e piccole razze, il concetto di razza è biologico, la popolazione italiana è a maggioranza ariana, la sua civiltà è ariana, esiste una pura razza italiana, è tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti, distinzione tra mediterranei occidentali, orientali e africani, gli ebrei non appartengono alla razza italiana, i caratteri degli italiani non devono essere alterati. Tra i dieci firmatari vi furono i medici: Sabato Visco fisiologo, Lino Businco patologo generale, Arturo Donaggio neuropsichiatra, Leone Franzi pediatra, Luigi Pende patologo medico. Aderirono a questa ignominia “scientifica” politici, intellettuali, scrittori, giornalisti, medici. Il governo fascista scrisse e Vittorio Emanuele III (vergogna di Casa Savoia) promulgò, da San Rossore a Pisa il 5 settembre 1938 con R.D. 1390, la legge razziale “razzista”, cui seguirono altri provvedimenti e disposizioni contro gli ebrei, allontanando professori e studenti da tutte le scuole del Regno. Furono vietate agli ebrei attività professionali, commerciali, artigianali, la proprietà immobiliare, il servizio militare, i matrimoni misti ecc. Docenti universitari e non con gli studenti abbandonarono la scuola e nessuno fece niente, a Pisa e in tutti gli Atenei, licei, ginnasi, elementari ecc.

Degna di elogio, dopo ottanta anni, è stata la cerimonia delle “Scuse e del Ricordo”, alla quale ho partecipato, voluta dal Magnifico Rettore di Pisa professor Paolo Mancarella informatico, per tutti i rettori italiani, il 20 settembre 2018 nel cortile della Sapienza, presente la presidente delle Comunità Ebraiche Italiane dottoressa Noemi Di Segni e l’ambasciatore d’Israele in Italia SE Ofer Sachs. All’entrata in guerra dell’Italia il 10 giugno 1940 la condizione degli ebrei si aggravò e dopo la caduta di Mussolini il 25 luglio 1943 e l’armistizio dell’8 settembre con lo sbandamento delle Forze armate italiane, la Wehrmacht sostenne la nascita della Repubblica Sociale con il fantoccio di Mussolini e la persecuzione e deportazione ebraica, esecutori i fascisti. A Fossoli fu creato un campo di transito; alla stazione di Milano il binario 21 era la partenza per i treni dei deportati nei campi di lavoro o di sterminio; la Risiera di San Sabba vicino Trieste fu campo di detenzione, di polizia e, con forno crematorio, di annientamento per prigionieri politici ed ebrei. I medici nazisti e collaboratori di altre nazioni furono autori delle più atroci e vergognose sperimentazioni su esseri umani, uomini, donne, bambini e nani: gemelli omozigoti uccisi con cloroformio nel cuore per autopsia, testosterone ad alte dosi su omosessuali, decompressione atmosferica, congelamento, inoculazione di Rickettsia prowazekii per vaccino contro il tifo esantematico, sterilizzazione con caustici nelle tube di Falloppio, inseminazione coatta, radiazioni X su genitali esterni e interni maschili e femminili… I medici che hanno fatto questo sono criminali, psicopatici gravi, indegni sotto ogni profilo di Ippocrate, responsabili di crimini contro l’Umanità e con loro tutti gli altri che hanno taciuto, che si sono nascosti, che hanno preso il posto dei colleghi perseguitati e uccisi. Sei milioni di Ebrei furono eliminati in tanti campi di sterminio con operazioni pianificate da Adolf Eichmann, SS responsabile della “soluzione finale”, che hanno visto corresponsabili medici. Il lager Auschwitz-Birkenau è il terribile simbolo di questo orrore. Tutti i medici devono sapere, riflettere, è auspicabile una visita per tentare di comprendere almeno in parte il Male assoluto, negazione di ogni umanità e della Medicina. Oggi ritornano pericolose idee razziste, antisemite, violente, intolleranti, segregazioniste, a vari livelli, giovanili e non, in Italia ed Europa. La figura del medico può e deve svolgere un ruolo educativo con il proprio lavoro, l’esempio, l’etica di rispetto per ciascun uomo per alleviare se non risolvere ogni sofferenza del Corpo e della Mente.

 

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