'National Food Economies' contro la fame nel mondo

Daniele Dionisio  Membro dell’European Parliament Working Group on Innovation, Access to Medicines and Poverty-Related Diseases, Responsabile del Progetto Policies for Equitable Access to Health-PEAH http://www.peah.it/


Qualsiasi soluzione monetaria per la fame nel mondo resta limitata all’emergenza. Piuttosto, cambiamenti drastici delle prassi internazionali e delle politiche commerciali e governative appaiono prioritari.

Daniele DionosioComplici la recessione globale e l’instabilità climatica, nel 2008 il prezzo della farina aumentò del 120%, mentre il valore di mercato del riso cresceva del 75%. In Bangladesh un sacco di riso da 2 chili erodeva quasi la metà del reddito giornaliero di una famiglia povera, mentre la Banca Mondiale (WB) prevedeva che oltre 20 nazioni dell’Africa avrebbero visto peggiorare la loro bilancia commerciale per una cifra corrispondente ad almeno l’1% del PIL a causa dell’aumentato costo delle importazioni dei generi alimentari.

Oggi, seppure lontani dai record del 2008, i prezzi degli alimenti base spesso restano inaccessibili e le persone che nel mondo soffrono la fame sono oltre 1 miliardo, soprattutto in Africa.
Certo, occorrono più fondi per la fame nei Paesi poveri, ma non possono bastare perché, al di là dei volumi, qualsiasi soluzione monetaria resta di fatto limitata all’emergenza. Piuttosto, sono necessari cambiamenti drastici delle prassi internazionali e delle politiche commerciali e governative principalmente in causa:

Politiche neo-liberali che minano l’autosufficienza dei Paesi nel settore produttivo alimentare.-Neo-colonialismo agricolo (land grabbing) e sfruttamento terriero per bio-carburanti.-Speculazioni sui titoli “future” delle materie prime alimentari.-Monopolizzazione dei mercati alimentari da parte delle compagnie multinazionali.

QUALI RISPOSTE?
I contesti citati richiamano alla necessità sia di riserve alimentari sovranazionali, sia di regolamenti internazionali per il controllo e limitazione dei volumi alimentari esportabili nei Paesi poveri da parte dei Paesi ricchi. Ma richiamano, altresì, all’urgenza di partenariati e strategie condivise per:
Aumentare i fondi per la ricerca e lo sviluppo agricolo
Negli ultimi decenni i fondi per la ricerca e lo sviluppo agricolo destinati ai Paesi in via di Sviluppo (PVS) da WB e altre Agenzie per lo Sviluppo sono diminuiti drasticamente. Nonostante una attuale controtendenza, anche per merito di donatori privati, molto maggiore impegno occorre e l’aumento dei fondi potrebbe non bastare se i risultati di ricerca non si traducessero in autosufficienti produzioni alimentari nazionali, a supporto e tutela degli agricoltori e consumatori.
• Ricostruire autosufficienza nelle ”national food economies”
L’obiettivo implica percorsi simultanei e sinergici per piani governativi finalizzati ad equità e aumento di investimenti per la produzione domestica, con particolare attenzione alle imprese agricole a conduzione familiare e di piccola-media dimensione. Ciò costituirebbe argine contro la fame tenuto conto, giusto ad esempio, che l’85% degli africani vive in comunità rurali principalmente dedite all’agricoltura. Coerentemente occorrono:
• Diversificata produzione interna
Significa consentire ai conduttori di fattorie di scala medio-piccola una produzione agricola non solo monocolturale per l’export, bensì mista con prodotti destinati al consumo da parte dei produttori oltre che alla vendita locale del surplus.
• Vendita diretta produttore-consumatore
L’effetto calmierante di questa misura sui prezzi al dettaglio, a vantaggio dei consumatori locali, appare scontato.
• Realizzazione di riserve alimentari nazionali
Dovrebbero essere a gestione statale. Servirebbero a stabilizzare i mercati domestici, destinandosi, in periodi di fecondità, il surplus ai mercati, e invece utilizzando gli stocks per le necessità interne in caso di carestie.
• Distribuzione equa e stop agli espropri dei terreni agricoli
Sono urgenti riforme agrarie per l’equa distribuzione delle terre ai contadini e per l’abolizione della pratica degli espropri, con il fine ultimo che l’equità coniughi con la necessità di realizzare piena autonomia produttiva nazionale e ridurre la dipendenza dagli aiuti.
• Controllo sulle importazioni
Ai Paesi poveri deve essere garantita libertà di controllo sulle importazioni a tutela della produzione interna. Allo scopo, il mantenimento di una adeguata tassazione sugli imports dai Paesi ricchi sarebbe strumentale.
• Abolizione dei dazi intra-Africa
Significa promozione di libero commercio tra i vari Stati africani ed è manovra attualmente in avanzato corso di implementazione per una molteplicità di Stati.
• Lotta alla corruzione
Nel settore specifico, essa dovrebbe includere azioni di governo contro il radicato abusivismo interno al settore pubblico nei PVS, e contro l’accaparramento e ricircolo illecito, a prezzi gonfiati, di prodotti alimentari e fertilizzanti.

 

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PER APPROFONDIRE

• Autosufficienti “national food economies” contro la fame nel mondo http://www.peah.it/2015/04/national-food-economies-autosufficienti-contro-la-fame-nel-mondo/
• Via Campesina http://viacampesina.org/en/
• International Food Policy Research Institute -IFPRI http://www.ifpri.org/
• GRAIN https://www.grain.org/
• Our land our lives https://www.oxfam.org/sites/www.oxfam.org/files/bn-land-lives-freeze-041012-en_1.pdf
• Il land grabbing è uno scandalo http://www.oxfamitalia.org/coltiva/coltiva/il-land-grabbing-uno-scandalo-in-continua-crescita
• Land grabbing: opportunità o rischi per lo sviluppo dell’agricoltura? http://www.agriregionieuropa.univpm.it/content/arti-cle/31/22/land-grabbing-opportunita-o-rischi-lo-sviluppo-dellagricoltura
• Land grabbing: più del neocolonialismo, devastante per l’ambiente http://www.corriere.it/ambiente/13_gennaio_29/land-grabbing-devastazione-ambiente_273138da-6960-11e2-a947-c004c7484908.shtml
• Gli aiuti internazionali allo sviluppo e lo spettro del land grabbing http://www.limesonline.com/gli-aiuti-internazionali-allo-sviluppo-e-lo-spettro-del-land-grabbing/57514
• Africa, 26 Nazioni si aprono al libero scambio, ma la crescita non sarà uguale per tutti http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2015/06/15/news/africa_si_aprono_i_mercati-116936490/
• Food Security in Developing Countries: Is There a Role for the WTO? http://www.cgdev.org/publication/food-security-developing-countries-there-role-wto
• WTO Members Clinch Agriculture Export Competition Deal, Weigh Next Steps for Negotiating Future http://www.ictsd.org/bridges-news/bridges/news/bridges-daily-update-5-wto-members-clinch-agriculture-export-competition
• As WTO moves to phase out farm subsidies, UN agency urges fair policies that support food security http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=52881#.Vn7QrPnhDIU
• FAO launches digital platform on family farming http://www.fao.org/news/story/en/item/293696/icode/
• European Union and FAO launch new programmes to boost food and nutrition security, sustainable agriculture and resilience http://www.fao.org/news/story/en/item/298350/icode/
• FAO and Action Aid join forces to empower rural people http://www.fao.org/news/story/it/item/327387/icode/

In Evidenza

Si informano i lettori di Toscana Medica che sarà di prossima pubblicazione un forum dal titolo “LA FRAGILITA’ OSSEA: UN PROBLEMA CHE POSSIAMO AFFRONTARE MEGLIO”. Si ringrazia la

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per il proprio contributo non condizionante.

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