Banca Mondiale, Fondo Monetario, Commissione Europea: lacci alla salute dalle politiche creditizie?

DANIELE DIONISIO, membro European Parliament Working Group on Innovation, Access to Medicines and Poverty-Related Diseases. Responsabile del Progetto Policies for Equitable Access to Health - PEAH.
http://www.peah.it/

Vi sono indicazioni che i Paesi percettori dei crediti talora riducono la spesa per la salute pubblica per rispettare i targets di Banca Mondiale, Fondo Monetario, Commissione Europea

 

Parole chiave: salute pubblica, Banca Mondiale, Fondo Monetario, Commissione Europea, equità


Daniele DionisioBanca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale sono organizzazioni tese a facilitare la cooperazione monetaria globale, la stabilità finanziaria, il commercio internazionale, l’impiego e la crescita economica, e a fornire assistenza creditizia ai Paesi in difficoltà nella bilancia dei pagamenti.
In sintonia, il “Budget Support” della Commissione Europea opera come mezzo di transfer finanziario ai Paesi partner rappresentando circa il 25% dell’aiuto UE allo sviluppo. Il meccanismo affianca l’European Union Macro Financial Assistance (EUMFA) quale pacchetto di aiuti finanziari sotto forma di crediti o sovvenzioni di medio o lungo termine ai Paesi extra-UE afflitti da crisi della bilancia dei pagamenti e che abbiano in corso un programma del Fondo Monetario.
L’UE concede, infatti, assistenza finanziaria preferibilmente, se non esclusivamente, a Paesi che abbiano già contratto prestiti da Banca Mondiale o Fondo Monetario o che ne implementino con successo programmi riformisti.
La tendenza è connessa al binomio Fondo Monetario-“Paris Club debt relief”. Il Paris Club è un club informale di governi creditori tesi alla riduzione del debito caso per caso. Fra i criteri di elezione figura la necessità di comprovata performance nell’implementazione di riforme sponsorizzate dal Fondo Monetario, ovvero di avere in corso un programma del Fondo e nessuna mora di pagamento con il Fondo medesimo.
Queste circostanze giustificano, al di là dell’acclarato sostegno di queste istituzioni ai Paesi a risorse limitate, il corrente dibattito se i loro programmi di riforma economica abbiano pieni effetti positivi sulla salute e le infrastrutture per la salute in quei Paesi. I critici accusano i programmi di Banca Mondiale, Fondo Monetario e Commissione Europea di soffocare la spesa sanitaria e di essere troppo conservativi sulle politiche necessarie per conseguire la stabilità macroeconomica. Essi auspicano che tali politiche e pratiche siano riviste in termini di equità.

Criteri di condizionalità: minaccia alla salute?
Come molti enti internazionali di credito, le istituzioni in questione cercano di garantirsi il recupero dei prestiti dai percettori: per ridurre il rischio di debiti insoluti esse pongono precise condizioni per il rilascio, di solito legate all’accettazione di processi di liberalizzazione economica e commerciale, con conseguenze regressive per le fasce povere nei Paesi a risorse limitate.
Nonostante la variabilità caso per caso, molte condizioni implicano ridotta spesa pubblica, diminuite retribuzioni del pubblico impiego, taglio dei sussidi governativi, orientamento alla privatizzazione, e rimozione delle barriere al commercio internazionale. Vi sono indicazioni che i Paesi percettori talora riducono la spesa per la salute pubblica per rispettare questi obiettivi.
In particolare, la riduzione della spesa per la retribuzione del pubblico impiego è accusata di bloccare l’espansione del personale sanitario: soprattutto in Africa, questo ostacolerebbe il vitale reclutamento e mantenimento in servizio di medici e infermieri.
In replica, le istituzioni sotto accusa sostengono che i governi sono i soli responsabili delle priorità di spesa e che nessun obiettivo è stato da esse fissato per specifiche spese salariali.
È un fatto che le istituzioni in parola effettuano periodiche reviews delle prestazioni: se giudicate positive, tranches di prestito sono via via rilasciate. In caso contrario, gli esborsi sono congelati in attesa che il paese partner avvii rassicuranti misure correttive. Questo contesto permette di comprendere come i rapporti di forza fra Banca Mondiale, Fondo Monetario, Commissione Europea da una parte e i Paesi percettori dei crediti dall’altra rendano difficile per questi ultimi ignorare raccomandazioni pur se non legalmente vincolanti.  Queste considerazioni echeggiano le conclusioni di autorevoli studi secondo cui i programmi di aggiustamento di bilanci del Fondo Monetario – fondati su ricette esenti da rischi ed avulsi dall’offerta di differenziate opzioni per il riequilibrio economico – hanno forzato le scelte politiche dei governi con esito in ridotta spesa pubblica ed impatto negativo sulla salute, specialmente in Africa.
In rapporto alla necessità di ininterrotta fornitura di servizi e presidi, è incontestabile che ogni stop nella erogazione di fondi possa avere tremende conseguenze per la salute nei Paesi già carenti di personale sanitario e di risorse adeguate. Come evidenziato, giusto ad esempio, dall’aumento annuo del 16,6% di mortalità TBC (verosimilmente da ridotta copertura terapeutica) documentato da uno studio correlante i prestiti del Fondo Monetario all’espansione della malattia nell’ex-Unione Sovietica ed Est-Europa dall’inizio alla metà degli anni novanta del secolo scorso.
Pertanto, mentre l’influenza dei criteri di condizionalità sulle spese per la salute sarebbe sostanziale (sebbene indiretta), ci sarebbe spazio per il miglioramento delle politiche e pratiche di Banca Mondiale, Fondo Monetario e Commissione Europea.

Requisiti di base per l’equità
Nel merito alcune considerazioni emergono:
• Le istituzioni in oggetto dovrebbero aiutare i Paesi a considerare un’ampia gamma di fattibili alternative per il disavanzo di bilancio e la spesa pubblica. Allo scopo servirebbero criteri di condizionalità ‘soft’ (se non la loro completa abolizione) e maggior sostegno alla crescita di consapevolezza sui prevedibili effetti delle diverse opzioni.
• Tetti alla spesa salariale dovrebbero usarsi solo transitoriamente in poche circostanze minaccianti la stabilità macroeconomica.
• Le istituzioni dovrebbero essere più tempestive, trasparenti e chiare nel dettagliare le basi razionali delle loro ‘raccomandazioni’.
• I Paesi percettori devono evitare negoziati ristretti tra i ministri delle finanze e le istituzioni creditizie internazionali. Ciò implica il rifiuto di accordi a porte chiuse e l’adozione di modelli partecipativi multi-settoriali (coinvolgenti ministri della sanità, parlamentari, organizzazioni del lavoro e della società civile) per decisioni inerenti salute pubblica, crescita, impiego e bilanci.

In effetti, sforzi sono stati recentemente compiuti da Banca Mondiale, Fondo Monetario e Commissione Europea per riformare i criteri di condizionalità. Tuttavia, gaps tra le intenzioni e la realtà sfortunatamente permangono perché ‘raccomandazioni’ problematiche continuano ad essere avanzate spesso sotto forma di riforme economiche estranee alle strategie di sviluppo dei Paesi partner.

PER APPROFONDIRE

World Bank Group  http://www.worldbank.org/
• International Monetary Fund  http://www.imf.org/external/index.htm
• Budget Support – EU Commission  http://ec.europa.eu/europeaid/budget-support-0_en
• EU Macro Financial Assistance (MFA)
 http://ec.europa.eu/economy_finance/eu_borrower/macro-financial_assistance/index_en.htm
• Paris Club  http://www.clubdeparis.org/
• How international financial institutions and donors influence economic policies in developing countries
 http://www.eurodad.org/Entries/view/1546643/2016/10/05/How-international-financial-institutions-and-donors-influence-economic-policies-in-developing-countries
• Report of the Working Group on IMF Programs and Health Spending: Does the IMF constrain Health spending in poor countries? Evidence and an agenda for action. June 20, 2007  http://www.cgdev.org/doc/IMF/IMF_Report.pdf
• Stuckler D., King LP, Basu S. International Monetary Fund programs and tuberculosis outcomes in post-communist countries. PLoS Medicine, July 2008; vol.5, issue 7; e143.
 http://journals.plos.org/plosmedicine/article?id=10.1371/journal.pmed.0050143
• Korir JK, Kioko U. Evidence of the impact of IMF fiscal and monetary policies on the capacity to address the HIV/AIDS and TB crises in Kenia. June 2009  http://www.results.org/uploads/files/Kenya_IMF_Report.pdf

 

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