Antibiotico-resistenza: l’impegno dell’OMS

DANIELE DIONISIO, membro dello European Parliament Working Group on Innovation, Access to Medicines and Poverty-Related Diseases. Responsabile del Progetto Policies for Equitable Access to Health - PEAH.
http://www.peah.it/

“Antibiotic resistance is growing, and we are fast running out of treatment options. If we leave it to market forces alone, the new antibiotics we most urgently need are not going to be developed in time”.
MARIE-PAULE KIENY, WHO’s Assistant Director-General for Health Systems and Innovation


Daniele DionisioUn problema multifattoriale
La resistenza dei batteri agli antibiotici è un fenomeno in rapida crescita, come confermato, su scala mondiale, dal Surveillance Report OMS del 2014.
Esposti a particolare rischio sono i pazienti ospedalizzati lungodegenti, soprattutto se richiedenti procedure invasive multiple o pluri-antibiotico terapie, inclusi gli ustionati gravi e gli immunodepressi in generale, per i quali è elevata la possibilità di sviluppare infezioni sistemiche da germi multi-resistenti.
E mentre i paesi ricchi, grazie a sistemi sanitari stabili e avanzati, possono meglio affrontare il problema, questo si preannuncia drammatico nei paesi poveri.
La criticità è ingigantita dal fatto che lo sviluppo industriale di nuove classi di antibiotici ha mostrato una preoccupante flessione negli ultimi decenni.
Non è un mistero che l’industria sia incentivata ad investire nello sviluppo di nuovi farmaci per patologie croniche piuttosto che per quelle infettive (solitamente di breve corso), in ordine ai ritorni economici di ben più lunga, spesso pluriennale, durata.
Ma l’antibiotico-resistenza affonda in molteplici cause che ne compongono la natura multifattoriale e favoriscono, attraverso la non necessaria esposizione a plurimi antibiotici, la selezione di ceppi batterici resistenti. Fra queste:
• Prescrizioni irrazionali o inutili da parte dei medici, ovvero impiego di antibiotici ad ampio spettro laddove basterebbe uno spettro ristretto e mirato.
• Vendita senza ricetta, soprattutto diffusa nei paesi in via di sviluppo, di antibiotici da banco presso farmacie e mercati, oltre che via internet.
• Trasmissione paziente-paziente intraospedaliera di patogeni multi-resistenti in carenza di adeguate misure igieniche e di controllo delle infezioni.
• Impossibilità di sorveglianza e monitoraggio delle resistenze in molte aree in via di sviluppo per la scarsità o assenza di laboratori in grado di testare campioni biologici di pazienti per saggiare la resistenza microbica ai farmaci.
• Diffuso e incontrollato impiego di antibiotici in agricoltura e nella filiera animale del commercio.

OMS in azione
Il 27 febbraio 2017 l’agenzia OMS pubblicava la “Global Priority List of Antibiotic-Resistant Bacteria” nell’intento di guidare e promuovere la ricerca e lo sviluppo (R&D) di nuovi antibiotici in linea con quanto dalla stessa e dalle Nazioni Unite già prodotto, inclusi la “Political Declaration on Antimicrobial Resistance” e il “Global Action Plan on Antimicrobial Resistance”.
La lista evidenzia in particolare la minaccia dei batteri gram-negativi multi-resistenti agli antibiotici e di cui è nota la capacità trasmissiva di materiale genetico ad altri batteri così da trasformarli in germi a loro volta antibioticoresistenti.
La lista è suddivisa in tre categorie in rapporto all’urgenza di nuovi antibiotici: critica, alta e media priorità.
Il gruppo a priorità critica comprende agenti antibiotico-resistenti (inclusi a carbapenemi e cefalosporine di terza generazione) particolarmente temibili in ospedali, case di riposo, e in pazienti richiedenti ventilatori e cateteri endovenosi, quali responsabili di infezioni severe e potenzialmente letali del distretto circolatorio e respiratorio.

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La tubercolosi, pur con nota resistenza in crescita ai farmaci tradizionali, è stata esclusa dalla lista perché oggetto di programmi specifici.
Di seguito i criteri di selezione dei patogeni inseriti: potenziale letalità delle infezioni correlate; necessità di ospedalizzazione dei pazienti colpiti; frequenza di resistenza agli antibiotici correnti nel caso di pazienti ospiti di comunità; grado di diffusibilità tra animali, da animali a uomo, e da persona a persona; possibilità di prevenzione (es. mediante igiene adeguata e vaccinazione); opzioni residue; idonei nuovi antibiotici già in corso di ricerca e sviluppo.
La lista intende spronare i governi ad attuare politiche incentivanti la scienza di base e lo sviluppo di nuovi antibiotici tramite il coinvolgimento di agenzie a finanziamento pubblico e del settore privato. Da menzionare, quale esempio applicativo corrente, è il nuovo partenariato “WHO/Drugs for Neglected Diseases initiative (DNDi) Global Antibiotic R&D” mirato allo sviluppo “no profit” di nuovi antibiotici.

Un approccio allargato
Se una maggiore ricerca e sviluppo è vitale, da sola non può risolvere il problema. Allo scopo il ruolo proattivo di governi e istituzioni regolatorie è irrinunciabile, incluso per l’ottimale coordinamento fra le parti senza duplicazioni o sovrammissioni di iniziative.
Non è dunque per caso che, in accordo con quanto previsto nella citata “Political Declaration”, le Nazioni Unite hanno annunciato il 17 marzo scorso l’insediamento del “Coordination Group on Antimicrobial Resistance” incaricato di fornire una guida pratica agli approcci necessari per assicurare azione globale, sostenibile ed efficace contro l’antibiotico-resistenza, compresa ogni opzione per migliorare i livelli di coordinamento.
Il Gruppo, co-diretto dal vice-segretario generale delle Nazioni Unite e dal direttore generale OMS, è composto da rappresentanti delle agenzie correlate e di altre organizzazioni internazionali, oltre ad esperti di settore. Ovviamente, questo non può bastare. Per contrastare l’antibiotico-resistenza occorre migliore prevenzione delle infezioni, uso appropriato, in animali e uomo, degli antibiotici esistenti ed impiego razionale di ogni nuovo antibiotico.
In sintesi, oltre allo sviluppo di nuovi antibiotici, altre contemporanee azioni urgono:
• Migliore prevenzione e controllo delle infezioni, in particolare per i degenti ospedalieri;
• Migliore accesso a laboratori di microbiologia affidabili per incrementare la sorveglianza e tracciare lo spettro dell’antibiotico-resistenza in contesti definiti;
• Formazione degli operatori sanitarie dei medici sull’uso degli antibiotici al fine di pratiche prescrittive e di controllo antinfettivo adeguate e razionali;
• Attività di advocacy e correlata ricerca operativa;
• Collaborazione stretta con ministeri della salute e governi locali per ridurre la disponibilità da banco degli antibiotici a largo spettro, assicurando nel contempo che quanti in necessità di antibiotici li possano tempestivamente ricevere;
• Collaborazione stretta con ministeri della salute e governi locali per l’espansione della pratica vaccinale quale strategia di contrasto alle malattie che richiedono antibiotici.

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 PER APPROFONDIRE
• WHO: Global Priority List of Antibiotic-Resistant Bacteria
 http://www.who.int/medicines/publications/WHO-PPL-Short_Summary_25Feb-ET_NM_WHO.pdf
• UN: Political Declaration on Antimicrobial Resistance
 http://www.un.org/en/ga/search/view_doc.asp?symbol=A/RES/71/3
• Antimicrobial resistance: translating political commitment into national action
 http://www.who.int/bulletin/volumes/95/4/17-191890/en/
• Antimicrobial resistance: global WHO report on surveillance 2014
 http://www.who.int/drugresistance/documents/surveillancereport/en/
• Global Antibiotic Research and Development Partnership (GARDP) garners key financial support for launch
 https://www.dndi.org/2016/media-centre/press-releases/gard-garners-key-support-for-launch/
• WHO: Global Action Plan on Antimicrobial Resistance
 http://www.wpro.who.int/entity/drug_resistance/resources/global_action_plan_eng.pdf
• MSF takes on antibiotic resistance
 https://www.msfaccess.org/content/msf-takes-antibiotic-resistance

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