CERTIFICATI DI MALATTIA: VIETATO DELEGARE

Accade talvolta che alcuni medici si rifiutino di redigere e inviare all’INPS il certificato di inizio o di prosecuzione di malattia a pazienti che glielo richiedano rinviandoli al medico di medicina generale. A questo proposito si ricorda che, essendo il certificato medico l’atto conclusivo di una visita medica, spetta sempre al medico che ha visitato il paziente il compito di redigerlo. A sostegno di ciò confortano alcune norme:
1. NPS (circ. n. 134383/81 nota 20 – circ. n.99/96): “Per medico curante deve intendersi sia il medico scelto dal lavoratore a norma della convenzione unica, sia il medico specialista, il medico di accettazione ospedaliero, il medico di accettazione operante presso le Case di Cura convenzionate con le Regioni, il medico universitario, il libero professionista che assumesse in cura diretta il lavoratore”;
2. Codice di Deontologia Medica (art. 24): “Il medico è tenuto a rilasciare alla persona assistita certificazioni relative allo stato di salute che attestino in modo puntuale e diligente i dati anamnestici raccolti e/o i rilievi clinici direttamente constatati od oggettivamente documentati”;
3. Codice Penale (art.328): tale rifiuto può rientrare come reato di “omissione di atti di ufficio”;
4. Convenzione Nazionale della Medicina Generale (art. 52): “Le certificazioni relative ad assenza dal lavoro connesse o dipendenti da prestazioni sanitarie eseguite da medici diversi da quelli di libera scelta non spettano al medico di fiducia, che non è tenuto alla trascrizione”.
Tutti i medici sono in grado di rilasciare il certificato di malattia telematico: i medici del SSN tramite l’abilitazione concessa dalla ASL o dall’Azienda Ospedaliera; gli altri tramite l’abilitazione che rilascia l’Ordine.

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