La nuova sanità lombarda

La presa in carico dei pazienti cronici e fragili
Regione Lombardia, con la recente Delibera della Giunta Regionale (DGR) 6164 del 30 Gennaio 2017 – Governo della domanda: avvio della presa in carico di pazienti cronici e fragili –, sta tentando di introdurre un cambiamento radicale della presa in carico dei malati cronici: l’intento è passare da un sistema orientato all’offerta, in una logica verticale di sommatoria di prestazioni, singolarmente remunerate, a un sistema proattivo, orientato ai bisogni della persona, garantito da gestori responsabili, e remunerati, per la presa in carico complessiva e unitaria dei singoli assistiti rispetto ad una molteplicità di attività e servizi. La DGR prevede che entro il primo semestre dell’anno, a fronte di appositi bandi, saranno individuati tra gli erogatori che si candideranno (sanitari e socio-sanitari, pubblici e privati, compresi i Medici di Medicina Generale – MMG – se strutturati in cooperative) i gestori idonei per la presa incarico dei malati cronici.
Questa Delibera sul Governo della Domanda segna il superamento dei CReG (Chronic Related Group), una particolare modalità di gestione delle malattie croniche la cui sperimentazione, affidata a cooperative di MMG, fu avviata cinque anni fa, estesa alla maggioranza delle ASL; il numero di assistiti arruolati è tuttavia rimasto limitato e non sono stati ancora pubblicati risultati di processo né, soprattutto, di esito che consentano di formulare un giudizio sulla riuscita della sperimentazione. Sulla scorta della classificazione regionale dei cronici in 63 patologie prevalenti stratificate su tre livelli di complessità, i singoli malati cronici saranno invitati a scegliere liberamente, tra gli idonei, il proprio gestore della presa in carico, che:
• dovrà provvedere alla definizione del Piano Assistenziale Individuale (PAI) e alla sottoscrizione del Patto di Cura con l’assistito;
• garantirà il reclutamento attivo, la presa in carico globale e il follow-up proattivo, attraverso un case manager e il Centro Servizi, anche per garantire il raccordo funzionale e informativo con i vari livelli di cura;
• riceverà una remunerazione per il percorso di presa in carico, parametrata in relazione alla stratificazione effettuata.
In Lombardia si intende quindi dare avvio alla strutturazione di reti parallele, in competizione tra loro, responsabili della presa in carico dei malati cronici: di fatto si tratta di nuove entità che andranno a sostituire quella che, ordinariamente, dovrebbe essere una funzione distrettuale da espletare in collaborazione con il MMG. È prevedibile che, mentre alcuni erogatori privati saranno in grado di far fronte al nuovo compito in modo brillante, soprattutto nelle prime fasi di “investimento” e di “fidelizzazione”, probabilmente gli erogatori pubblici saranno in grave difficoltà nel giocare il nuovo ruolo.
Per il momento quindi, permangono numerose aree grigie. Quale ruolo ai MMG e da chi dipendono? Quale integrazione con i servizi dei comuni e quale rapporto con le comunità locali? Quali connessioni tra erogatori pubblici e privati? Con quale forza le ASST possono/devono attivare proprie reti e in quale rapporto con le eventuali reti attivate da erogatori privati? Quello che è chiaro, nel bene e nel male, è che l’attuale modello di sistema sanitario pubblico è sostanzialmente rivoluzionato.

Fulvio Lonati, medico, Presidente di APRIREnetwork - Assistenza PRimaria In REte - Salute a Km 0
 www.salute internazionale.info - Inserito da Redazione SI on 23 febbraio 2017