TITOLO STRANIERO NON RICONOSCIUTO: ESERCIZIO ABUSIVO

La Corte di Appello di Palermo ha confermato la condanna comminata dal Tribunale a un odontoiatra reo di aver favorito l’esercizio abusivo della professione da parte di sua moglie. Invero la signora è risultata titolare della laurea in odontoiatria conseguita all’estero, ma non l’aveva sottoposta al prescritto riconoscimento ministeriale, per cui di fatto il titolo era da considerarsi privo di qualunque valore legale in Italia. I giudici hanno quindi concluso che la signora è colpevole di esercizio abusivo della professione odontoiatrica perché il titolo straniero non ha nessun valore se non è riconosciuto dal Ministero. E il marito, titolare dello studio, è colpevole di aver favorito la commissione del reato. La Corte di Appello ha rimarcato che il responsabile di uno studio medico o odontoiatrico, per la peculiarità della funzione posta a tutela di un bene primario com’è la salute, ha l’obbligo di verificare, in via prioritaria, il possesso dei titoli formali dei suoi collaboratori, curando che in relazione ai detti titoli essi svolgano l’attività per cui essi risultano abilitati. Sottovalutare questo aspetto è un comportamento non solo scorretto, ma addirittura doloso. Quindi da condanna penale.

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