LE PROPOSTE DEL SIGM A FRONTE DELLA CARENZA DEI MEDICI DI MEDICINA GENERALE

Il segretariato italiano Giovani Medici, di fronte alle oggettive difficoltà che affliggono oggi la medicina generale in tutto il territorio nazionale, ha elaborato un documento che è stato inviato al ministro Giulia Grillo come punto di partenza per una riflessione seria e costruttiva sull’argomento. Cinque i punti principali che individuano soluzioni improntate alla massima concretezza.

Primo punto. Prevedere che, in assenza di medici già in possesso del titolo specifico, venga permesso ai medici che stanno frequentando il corso di formazione in Medicina generale l’esercizio già durante il percorso formativo.

Secondo punto. In presenza di un’area carente dovrebbe poter essere momentaneamente superato il massimale di scelte dei medici che lavorano in quella zona.

Terzo punto. In caso di mancanza di medici in possesso dello specifico titolo formativo, il SIGM propone di “associare la richiesta di pubblicazione di un’area carente alla richiesta di attivazione di una borsa di formazione specifica in medicina generale”.

Al quarto punto si suggerisce, nelle aree in cui sia necessario ricorrere a medici non in possesso del titolo formativo, l’attivazione del part-time per il corso di Fsmg, come del resto previsto dalla normativa nazionale ed europea.
Il quinto punto prevede l’individuazione di facilitazioni in graduatoria per i medici che si sono formati in un’area carente, al fine di garantire loro, una volta completata la formazione, l’ottenimento della titolarità nella medesima zona. Ciò consentirebbe peraltro di garantire anche una vantaggiosa continuità assistenziale.

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