SCARSA TRASPARENZA SULLE LISTE DI ATTESA: UNO STUDIO DELLA FONDAZIONE GIMBE

Nel 2010 è stato attivato, d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni, il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2010 - 2012 che conteneva una lista di prestazioni (esami diagnostici, visite specialistiche e interventi chirurgici) per le quali le Asl e gli ospedali dovevano dichiarare e garantire tempi massimi di esecuzione. A fronte di una sostanziale assenza di dati disponibili in materia dopo il 2012, la Fondazione GIMBE ha elaborato uno studio il cui sconfortante risultato si compendia nelle parole del suo Presidente Nino Cartabellotta: “la trasparenza sui tempi di attesa, di fatto prevista per legge, rimane in larga parte disattesa”.
In particolare solo Basilicata, Emilia - Romagna. Lazio, PA Bolzano e Valle d’Aosta rispettano i contenuti dell’ultimo Piano nazionale relativo alle liste di attesa, quello appunto del 2010 - 2012, essendosi dotate di sistemi efficaci di rendicontazione pubblica del fenomeno. Sul versante opposto Campania, Molise e Toscana. In mezzo tutte le altre Regioni e PA con interventi che vanno dal rimandare ai siti Internet delle Aziende sanitarie e degli ospedali per conoscere i tempi di attesa delle varie prestazioni, alla disponibilità del solo archivio storico sui tempi di attesa peraltro aggiornato nel tempo con estrema variabilità.

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