La triste ribalta della cosiddetta malasanità

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Grande risalto ha avuto nelle scorse settimane la polemica seguita alla diffusione sui media di uno spot di una Società che pubblicizzava la propria consulenza a favore di coloro che si ritenessero vittime di episodi di cosiddetta malasanità.

La vicenda aveva ben presto raggiunto valenza nazionale, moltissime erano state le prese di posizione in merito e anche la RAI alla fine aveva deciso di ritirare dalla programmazione i fotogrammi incriminati. Mentre l’Ordine di Treviso, dove ha sede “Obiettivo Risarcimento” (la prima società italiana di tutoring per le vittime di malasanità, finalizzata all’ottenimento di un giusto risarcimento, come si legge sul sito) si è attivato per verificare l’eventuale presenza di comportamenti scorretti da parte di Colleghi, il Presidente della FNMOCeO Anelli ha incontrato quello del Consiglio Nazionale Forense Mascherin per iniziare un percorso di discussione e confronto tra le due professioni al fine di gestire al meglio situazioni come quella adesso alla ribalta, a tutela dei cittadini e dei professionisti attivi in campi definiti “depositari di valori giuridici, sociali e culturali riconosciuti da leggi dello Stato anche attraverso la rispettiva autonomia deontologica”.

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