autismo in ossigenoterapia iperbarica

Il diritto alla salute delle persone con autismo impone trattamenti di dimostrata efficacia

di Marino Lupi, Donata Vivanti

La pubblicazione nel Gennaio 2018 su “Toscana Medica” di un articolo sull’impiego dell’ossigenoterapia iperbarica nei pazienti affetti da disturbi dello spettro autistico ha innescato un’accesa polemica “tra colleghi” contrari o favorevoli a questo tipo di approccio. “Toscana Medica”, da sempre strumento di discussione e dibattito per tutti i medici ed odontoiatri della Provincia di Firenze è pertanto ben lieta di pubblicare i contributi più recenti dei professionisti che, con differenti convinzioni, si sono interessati alla questione.


Vogliamo parlare di un articolo sull’ossigenoterapia iperbarica pubblicato sulla rivista “Toscana Medica”, mensile di informazione e dibattito per i medici toscani a cura dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Firenze, sul numero del gennaio 2018.

Dopo la pubblicazione di questo articolo la Sezione Regionale Toscana della Federazione Italiana Superamento Handicap (FISH) e Autismo Toscana Onlus hanno deciso di pubblicare questo commento per dissociarsi fermamente e ribadire pareri scientificamente provati.
Infatti, l’articolo pubblicato su “Toscana Medica”, dal titolo Ossigenoterapia iperbarica e autismo: risultati su 229 pazienti trattati, a firma R. Vecchione, N. Picariello, M. Da Campo, M. Bigazzi, che riporta la presunta efficacia dell’ossigenoterapia iperbarica sull’autismo, è un articolo privo di evidenze scientifiche certe.

Si segnala che la fonte dell’articolo è l’International Journal of Current Research, pubblicato in India, che è un cosiddetto possibile o probabile predatory journal, cioè una rivista che si presta a pubblicare, dietro pagamento, qualunque articolo senza peer review, e i cui editori usano impact factor e comitati scientifici di dubbia credibilità.

La rivista non è menzionata su Pubmed ed è invece citata in tutte le liste di “giornali possibilmente o probabilmente predatori” (si veda https://ethicsblog.crb.uu.se/tag/predatory-journals; http://krd.serc.res.in/wp-content/uploads/2013/11/Predatory-Open-Access-Journals.pdf, https://beallslist.weebly.com/standalone-journals.html).

La FISH Toscana, la Sezione Regionale Toscana della FISH, la Federazione Italiana Superamento Handicap, insieme ad Autismo Toscana Onlus, alla luce della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle persone con Disabilità (adottata nel 2006 dall’Assemblea delle Nazioni Unite, ratificata da parte dello Stato Italiano il 24 febbraio 2009) e della Convenzione sui Diritti del Fanciullo, ricordano inoltre che l’evidenza scientifica di efficacia dell’intervento nel promuovere l’inclusione e la partecipazione sociale delle persone con disabilità, incluse quelle con Disturbo dello Spettro Autistico, non può più essere considerata solo un’opzione quanto piuttosto un dovere a livello collettivo e individuale, in particolare nei confronti dei bambini con autismo, il cui maggior interesse deve essere oggetto di considerazione primaria.

Rammentano che, in particolare, la medicina iperbarica è conosciuta per la sua efficacia nel trattamento di alcune condizioni mediche ben definite, fra cui la malattia da decompressione, l’avvelenamento da monossido di carbonio, ferite di difficile trattamento e alcuni tipi di infezione, e che al di fuori di queste applicazioni, il suo uso è da ritenersi non appropriato.

Peraltro in un recente documento dal titolo Ossigenoterapia iperbarica a bassa pressione nei Disturbi dello Spettro Autistico (che riportiamo al termine del testo) il dott. Marco Armellini, direttore dell’Area Salute Mentale Infanzia e Adolescenza della AUSL Toscana Centro, ha voluto ricordare che il Consiglio dei Sanitari della Regione Toscana aveva già espresso nel 2010 (parere n. 31/2010) un parere nettamente negativo, sulla base di tutte le ricerche e gli studi al momento disponibili, riguardo all’ammissibilità dell’ossigenoterapia iperbarica per il trattamento dei disturbi autistici.

Questo parere negativo è stato successivamente confermato da tutte le Linee Guida Nazionali (Istituto Superiore di Sanità, Linea Guida 21 del 2011, aggiornata nel 2015) e Internazionali (Linee Guida Britanniche NICE, 2014; Linee Guida New Zealand 2016; SIGN 145, Linee Guida Scozzesi 2016).

Per la Cochrane Collaboration non solo non esistono evidenze di benefici dell’ossigenoterapia iperbarica nei Disturbi dello Spettro Autistico (no SOE), ma è raccomandabile anche non intraprendere ulteriori studi, perché gli effetti indesiderati non possono che sconsigliare la prosecuzione di ricerche sull’argomento (SOE negative).

A fronte dell’assenza di qualsiasi dimostrazione dei benefici, è infatti dimostrata la presenza di reazioni avverse all’ossigenoterapia iperbarica nel 17% dei bambini e adolescenti sottoposti a questa forma di trattamento, tra cui barotrauma dell’orecchio medio, ipoglicemia, vertigini, ansia, dispnea e dolore toracico (che ovviamente devono essere accertati da soggetti indipendenti), oltre alla perdita di tempo prezioso, compiuta non indirizzando bambini e adolescenti verso trattamenti basati sull’evidenza scientifica, in particolare per i Disturbi dello Spettro Autistico, coerentemente con le raccomandazioni della Linea Guida n. 21 Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti, promossa dall’Istituto Superiore di Sanità.

A conclusione di queste considerazioni, il nostro commento è che non sembra aver mai fine lo sfruttamento delle speranze delle famiglie di bambini con autismo.

Non appena un “metodo” miracoloso perde credibilità, se ne trova un altro per alimentare il mercato delle illusioni, l’ultima delle quali si chiama ossigenoterapia iperbarica.

Marino Lupi1, Donata Vivanti2

  1. Medico di Medicina Generale Fucecchio, Presidente Autismo Toscana Onlus
  2. Presidente FISH Toscana Onlus

 

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Ossigenoterapia iperbarica a bassa pressione nei disturbi dello spettro autistico

Data la mancanza di una terapia causale, i Disturbi dello Spettro Autistico rappresentano la condizione che più di ogni altra porta i familiari a cercare terapie complementari o comunque non basate sull’evidenza (Smith IM, MacDonald NE. Countering evidence denial and the promotion of pseudoscience in autism spectrum disorder”. Autism Res 2017;10:1334-7).

L’uso dell’OTI nei DSAut, in realtà, appartiene più al campo dell’evidence denial, che a quello della mancanza di evidenza.

Riguardo a questa forma di trattamento il Consiglio dei Sanitari della Regione Toscana aveva già espresso nel 2010 (parere n. 31/2010) un parere nettamente negativo, sulla base di tutte le ricerche e gli studi al momento disponibili. Questo parere negativo è stato successivamente confermato da tutte le Linee Guida Nazionali (Istituto Superiore di Sanità, Linea Guida 21 del 2011, aggiornata nel 2015) e Internazionali (Linee Guida Britanniche NICE, 2014; Linee Guida New Zealand 2016; SIGN 145, Linee Guida Scozzesi 2016). La National Autistic Society afferma chiaramente, su queste solide basi, che, sebbene le Linee Guida affermino che secretina, OTI e chelanti non debbano mai essere usati, per alcun motivo, nei bambini e adolescenti: “la nostra posizione è che questo valga per tutte le età” (position statement della NAS, www.autism.org.uk/get-involved/media-centre/position-statements/interventions.aspx).

Per integrare questi riferimenti, abbiamo effettuato un’ulteriore ricerca, che ha confermato che non esiste alcuna dimostrazione che l’ossigenoterapia iperbarica provochi un qualsiasi beneficio nei Disturbi dello Spettro Autistico. In particolare, facciamo riferimento ai seguenti studi:

  • Martin R, Srivastava T, Lee J, et al. Using hyperbaric oxygen for autism treatment: a review and a discussion of literature. Undersea Hyperb Med 2015,;42:353-9;
  • Goldfarb C, Genore L, Hunt C, et al. Hyperbaric oxygen therapy for the treatment of children with Autism Spectrum Disorders: an evidence-based systematic review. Research in Autism Spectrum Disorders 2016;29-30:1-7;
  • Tao X, Hongju C, Rong l, Dzhi M. Hyperbaric oxygen therapy for people with autism spectrum disorder (ASD). The Cochrane Library 2016. doi: 10.1002/14651858.CD010922.pub2.

Anche per il 2017 gli studi che sostengono di avere avuto risultati positivi sono di piccole dimensioni, senza controllo interno o esterno, senza una misurazione di esito a distanza e senza misure cliniche validate dal punto di vista psicometrico. Per non parlare poi dell’assenza di evidenza sulla stabilità dei presunti miglioramenti nel tempo e di giudizi clinici effettuati in cieco da investigatori indipendenti. Questi studi hanno quindi basi metodologiche estremamente deboli. Purtroppo ci sembra che gli studi portati da “Prosperius” non facciano eccezione. Pertanto nessuna evidenza si aggiunge che possa confutare le conclusioni di Tao et al. (2016) e per la Cochrane Collaboration non solo non esistono evidenze di benefici dell’OTI nei Disturbi dello Spettro Autistico (no SOE), ma è raccomandabile anche non intraprendere ulteriori studi, perché gli effetti indesiderati non possono che sconsigliare la prosecuzione di ricerche sull’argomento (SOE negative). A fronte dell’assenza di qualsiasi dimostrazione dei benefici, è infatti dimostrata la presenza di reazioni avverse all’OTI nel 17% dei bambini e adolescenti sottoposti a OTI, tra cui barotrauma dell’orecchio medio, ipoglicemia, vertigini, ansia, dispnea e dolore toracico (che ovviamente devono essere accertati da soggetti indipendenti).

Marco Armellini, Direttore dell’Area Salute Mentale Infanzia e Adolescenza della AUSL Toscana Centro